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28 Settembre 2020

Pasqua diversa per i lavoratori Gmi e Aferpi


Livorno – 16 aprile. Una Pasqua diversa quella di oggi per i lavoratori della Grandi Molini Italiani e delle acciaierie Aferpi di Piombino: l’hanno trascorsa davanti alla grande struttura vicino alle banchine e nella sala consiliare del Comune in segno di protesta per la situazione delle due aziende.
Nella zona industriale-portuale livornese hanno portato la solidarietà ai 35 dipendenti, che rischiano il posto di lavoro per il rifiuto della proprietà di accogliere l’invito delle istituzioni regionali di applicare la cassa integrazione per un anno, il presidente della Regione, Enrico Rossi, il vescovo di Livorno, Simone Giusti Giusti e il sindaco Filippo Nogarin. Presente anche il consigliere del presidente Toscano Gianfranco Simoncini. C’è disappunto, ma anche la speranza che si possa riprendere un contatto tra le parti. Rossi ha detto:”Forse non ci siamo capiti”. Lasciando aperta la porta ad un auspicabile ravvedimento. Simone Giusti schietto: “Ho paura che, per dirla alla toscana, gatta ci cova e che dietro a questo comportamento incomprensibile vi sia qualcosa di più brutto”.
A Piombino i lavoratori dell’Aferpi hanno mangiato la colomba sulla tovaglia di fogli di giornali nella sala consiliare comunale, presidiata da una settimana, insieme al sindaco Massimo Giuliani. Partiranno in quattrocento per andare a Roma, dove al ministero dello sviluppo mercoledì prossimo, si terrà l’incontro, ritenuto decisivo, con l’algerino Reprab, al vertice di Aferpi, che non ha ancora presentato il progetto per la ripresa dell’attività produttiva del complesso delle acciaierie, chiuso da due anni. Altrimenti, dicono i lavoratori, il governo dovrà percorrere strade diverse e verificare soluzioni alternative per lo stabilimento. Nella foto pubblicata da “ToscanaMediaNews” il presidente Rossi e il vescovo Giusti solidarizzano con i lavoratori.