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sabato 23 giugno 2018

Piombino, le acciaierie Aferpi cedute dall’algerino Rebrab all’indiano Jindal


Roma, 22 febbraio – Sospiro di sollievo per Piombino, oggi, giovedì 22 febbraio, giornata da considerare storica per i duemila lavoratori in attesa della soluzione di una crisi altalenante di oltre tre anni. Accordo raggiunto al Ministero dello Sviluppo economico nell’incontro tra il ministro Carlo Calenda (nella foto), che ha dato direttamente l’annuncio ai rappresentanti sindacali, sul futuro delle ex Accieierie Lucchini, adesso Aferpi, che saranno cedute da Cevital al gruppo indiano di Jindal, che già aveva dimostrato interesse per il complesso siderurgico piombinese.

L’intesa sul trasferimento di proprietà si è concretizzata nel pomeriggio tra i dirigenti dei due gruppi industriali, con la serrata mediazione di Calenda. Un risultato insperato fino a qualche settimana or sono quando sembrava che la stretta posta dal ministro al gruppo algerino, considerato inadempiente sul piano della progettualità e della possibilità del rilancio della produzione, si arenasse di fronte ai cavilli giuridici sollevati dai legali di Rebrab. Tutto si è risolto invece nelle ultime ore con l’accordo odierno e il futuro passaggio, che dovrà essere ratificato dai consigli di amministrazione di Cevital e del gruppo indiano, dopo l’esame degli accordi commerciali. Si presume occorrano tre settimane. L’accordo prevede il mantenimento dei livelli occupazionali, 400 milioni d’investimenti, l’ampliamento degli impianti per il settore rotabile. Alle porte la possibilità di partecipare alla gara di Rete Ferrovie Italia per il rinnovo del parco rotabile. A maggio forse la ripresa di parte della produzione. Domani Carlo Calenda, come già previsto da tempo, sarà a Piombino per incontrare sindacati e lavoratori.
Il presidente della Regione, Enrico Rossi, nell’esprimere la soddisfazione per l’accordo ha sottolineato che si riapre la prospettiva di tornare a produrre acciaio a Piombino, che ciò significa occupazione, che la stessa Regione supporterà chi subentra. Si è detto infine convinto che il lavoro impostato e condotto con il ministro, in poco tempo ha dato i suoi frutti.

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