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22 Ottobre 2020

Piombino e Val di Cornia: innovazione e bonifiche delle aree contro la crisi. L’intervento di Paoletti, direttore di Confindustria


Piombino. 29 gennaio. Numerose le Aziende che hanno partecipato alla prima riunione del 2018 del Comitato di Comprensorio di Piombino e della Val di Cornia di Confindustria Livorno Massa Carrara.
I temi principali affrontati: gli strumenti a sostegno dell’innovazione delle imprese nell’ambito del piano nazionale Industria 4.0 e la programmazione delle attività della Delegazione di Piombino e Val di Cornia.
“Il perdurare della crisi economica, che ha colpito il Comprensorio di Piombino e della Val di Cornia, sta causando effetti drammatici senza precedenti” – ha detto il direttore generale degli Industriali, Umberto Paoletti –(nella foto) Ad oggi l’ex Lucchini è ancora ferma, le imprese dell’indotto sono bloccate, gli investimenti stentano a consolidarsi e i lavoratori si barcamenano tra contratti di solidarietà e cassa integrazione. Lanciamo a gran voce l’allarme sull’impasse in cui è finita la vicenda di Cevital e sulla necessità di misure urgenti affinché Piombino torni a produrre acciaio”.
Ma ci sono anche novità confortanti. E’ di qualche giorno fa la buona notizia, seppure arrivata con sensibile ritardo, che partiranno le opere propedeutiche alla bonifica dell’area industriale dell’Acciaieria ex Lucchini, per la quale il Governo ha stanziato 50 milioni. Nuovo Pignone – BHGE ha investito in un centro di eccellenza per la compressione del gas e la produzione di energia elettrica proprio a Piombino, con commesse già confermate per il 2019. Inoltre, comincerà a breve l’attività del nuovo polo, Piombino industrie marittime (Pim), dedicato alla demolizione, al refitting e alla realizzazione di navi, presso il porto di Piombino.
“Ma non basta ha aggiunto Umberto Paoletti – Il tempo passa e Piombino attende risposte non più rinviabili. Come Confindustria sono molteplici le iniziative che abbiamo messo in atto a sostegno dell’innovazione e della competitività delle nostre imprese affinché la produttività di quest’area possa ripartire. Ravvisiamo l’esigenza che la situazione di Piombino sia affrontata in un tavolo negoziale con il Governo in quanto le implicazioni per il sistema industriale di gran parte della fascia costiera della Toscana sono molto rilevanti”.