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19 Settembre 2020

Piombino, lo sceicco dell’Oman interessato a porto e cittadella dell’acciaio


(Massimo Masiero) Piombino – 4 aprile. Si fanno più consistenti le incertezze sul futuro della siderurgia e delle acciaierie ex-Lucchini per il comportamento “indecifrabile” del gruppo Cevital- Aferpi, ma ecco che si aprono nuove prospettive. E’ arrivato oggi a Nasser Bin Mohammed Al Hashar, sceicco dell’Oman a far visita alla cittadella dell’acciaio, che vuole investire in Italia, e guarda con interesse all’hub portuale di Piombino. Sulle ali delle congetture si ipotizzano già due obiettivi: realizzare nell’area uno stabilimento per la produzione di vetture di formula Gt3, e in seguito da strada, e creare nuove sinergie sull’agroalimentare tra l’Italia e l’Oman. Lo sceicco è al vertice di un gruppo industriale di livello mondiale, l’Al Jazeera International Group (Aig), con interessi in vari settori: dai trasporti alle infrastrutture, dal design al turismo. E dicono di lui che non è persona da muoversi senza valide ragioni.(Nella foto, da sinistra Corsini-Al Hashar)
Le ha esposte questa mattina nella sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Tirreno Settentrionale incontrando il presidente dell’Autorità Sistema Portuale dell’Alto Tirreno Stefano Corsini e il sindaco Massimo Giuliani.
La visita, alla quale ha partecipato la comunità portuale, è stata organizzata dallo studio legale Napolitano e dal dottor Ivan Reggiani. Ha permesso all’imprenditore arabo di conoscere da vicino la realtà di Piombino e le sue prospettive di sviluppo, su cui si è soffermata tra l’altro, in una veloce presentazione del piano regolatore portuale, la dirigente tecnica dall’App, ingegner Sandra Muccetti. In tre anni di lavori lo scalo marittimo è stato ampliato e trasformato. Adesso ha cinque chilometri di banchine con fondali fino a meno venti metri e decine di ettari di piazzali, dove possono accostare e scaricare le grandi navi, che hanno anche collegamenti ferroviari a poca distanza. “La visione che state sviluppando a Piombino è veramente interessante – ha detto Al Hashar – avete grandi progetti per questo porto. Vorremmo essere parte integrante di questa vision”.
Un’affermazione impegnativa, che confermerebbe l’interesse dello sceicco per lo scalo piombinese. Convalidate subito dopo dalle parole di Nader Morsy, responsabile global investment della Elixir United, che opera per il gruppo Aig in giro per il mondo alla ricerca di sempre nuove opportunità. Ha confermato di non essere arrivati in terra toscana ” “per prospettare proposte futuribili da realizzarsi in due o tre anni”, poiché il loro “orizzonte temporale è più breve”. Vi sono già pronti almeno due progetti che potrebbero trovare in poco tempo un naturale sviluppo nel territorio. “Riteniamo ha aggiunto – che Piombino possa essere uno dei nostri hub di riferimento nel Mediterraneo per lo sviluppo di proficui scambi commerciali con l’Oman”.
Si è anche parlato della possibilità di creare nuove sinergie tra i due paesi nel settore dell’agroalimentare con un nuovo scalo a nord dell’Oman su cui il sultanato sta investendo molto. Argomento sollevato dall’avvocato Maria Teresa Napolitano: “Abbiamo coinvolto Piombino – ha sottolineato – perché è una realtà tra le più dinamiche del territorio”. Pertanto, come advisor del gruppo Aig si farà carico di aprire con l’Autorità e anche con il Comune un tavolo di lavoro per implementare i progetti dei partner omaniti sul territorio, “che ha infrastrutture all’avanguardia”.
Il presidente Corsini, soddisfatto dell’iniziativa, ha illustrato le potenzialità del nuovo Sistema portuale: “Auspico che lo sceicco sia soltanto il primo di una lunga serie di imprenditori interessati ad investire nell’Autorità di Sistema dell’Alto Tirreno, le cui potenzialità sono maggiori della semplice somma di quelle che possono esprimere singolarmente i porti di Livorno e Piombino”.
Intanto sul fronte Aferpi è stata fissata al Mise una nuova riunione per giovedì prossimo 6 aprile. I sindacati insoddisfatti chiederanno l’attivazione dei finanziamenti per gli investimenti e per la costruzione del forno elettrico. Chiedono anche garanzie perché non si ceda lo stabilimento a un gruppo che finora non è riuscito a rispettare i piani di sviluppo, sui quali si era impegnato. masierolivorno@gmail.com