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24 Novembre 2020

Piombino. Sul futuro dell’acciaio occorrono certezze. Rossi su Aferpi e Jindal. Non convince il progetto agroalimentare


Roma, 20 settembre. “A Piombino il bisogno di certezze diventa fortissimo. Io ho avuto modo di incontrare Jindal, che si è detto interessato all’acquisizione. Credo che chiunque sia l’eventuale subentrante la nostra attenzione debba concentrarsi sulle condizioni di gestione, sul piano industriale, sugli investimenti, ma soprattutto sull’aspetto occupazionale. Se dovessimo essere in presenza di un’offerta che prevede la possibilità di tornare a produrre acciaio, con le dovute cautele ed attenzioni dovremmo prenderla in seria considerazione”. E’ il commento del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi,che ha partecipato all’incontro convocato a Roma, al Ministero dello sviluppo economico dal ministro Carlo Calenda, per fare il punto, insieme al commissario Piero Nardi e alle organizzazioni sindacali, sulla difficile situazione del polo industriale di Piombino, a undici giorni dalla scadenza di quanto previsto dall’addendum contrattuale sottoscritto nel giugno scorso tra l’amministratore straordinario della ex Lucchini e Cevital in merito all’individuazione di un partner industriale o alla presentazione di un convincente piano industriale.
Il presidente Rossi ha poi fatto un quadro della situazione complessiva del polo e del porto piombinesi, così da illustrare la situazione, alla luce delle informazioni raccolte dalla Regione e degli studi effettuati.
Ha poi ricordato che vi sono prospettive in sospeso con Bruxelles per l’accesso a finanziamenti comunitari e fondo sviluppo e coesione. Anche nell’area portuale le prospettive sono buone, con l’imprenditore livornese Piero Neri e S.Giorgio. Quest’ultima dovrebbe iniziare prossimamente l’attività di demolizione e refitting, con buoni riflessi sull’occupazione. C’è in ballo anche l’accordo con General Electric, che nel 2019 ultimerà la realizzazione della piattaforma per la prova delle turbine. In attesa anche del fondo da 40 milioni di euro di risorse Ue e ministeriali per agevolazioni alle piccole e medie imprese locali. Una realtà che si presenta migliore come iter di quanto si stia facendo per Livorno.
Il polo agroalimentare invece non convince. La sua realizzazione era stata promessa da Rebrab e prevista dall’addendum entro il luglio 2018. Rossi ha commissionato lo studio all’Irpet, ma giudica il progetto non convincente, anche perché prevede investimenti superiori a quelli promessi nel settore siderurgico. Ha quindi aggiunto che, una volta realizzato l’escavo dei fondali a 20 metri, se vi sarà ancora l’inadempienza di Cevital, potrebbe essere rivista anche l’assegnazione delle aree portuali destinate alla piattaforma agroalimentare.