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giovedì 14 dicembre 2017

Porto, Corsini: “Il futuro di Livorno è nei rotabili, Piombino una fucina”


Livorno, 5 dicembre – “Se dovessi scommettere per il futuro di Livorno su un traffico in particolare, punterei tutto sui RO/RO. Lo scalo labronico è una piattaforma straordinaria”. È stata questa la risposta che il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Alto Tirreno, Stefano Corsini, ha fornito ad una domanda rivoltagli da una studentessa del Nautico durante la prima puntata di Porto Aperto, il format televisivo ideato da Authority in collaborazione con Telegranducato e dedicato ai temi di attualità.
Nella Sala Ferretti della Fortezza Vecchia, Corsini si è confrontato con un centinaio di ragazzi provenienti dal Nautico e dal Vespucci. “A Livorno – ha detto – stiamo insistendo non già da oggi sui collegamenti ferroviari, tanto utili al traffico in container ma anche a quello rotabile. Il progetto definitivo relativo allo scavalco, ovvero al collegamento tra il porto di Livorno e l’Interporto Vespucci è pronto, inoltre stiamo progettando con RFI i collegamenti tra Interporto e la Collesalvetti-Vada che ci permetterà di approcciare il passante appenninico attraverso Pisa e di lì arrivare direttamente in Pianura Padana”.
Sul traffico rotabile Corsini è stato chiaro: “Da quando cominceremo a sviluppare le opere marittime e i dragaggi propedeutiche alla realizzazione della Piattaforma Europa, l’imprenditore lungimirante che si volesse impegnare in una operazione di project financing potrebbe già avere disponibile la piattaforma di base per realizzare il terminal delle autostrade del mare”.
Corsini ha poi speso importanti parole per Piombino: “Piombino è una fucina, non solo perché c’è l’acciaieria. Mentre Livorno è un porto maturo che attende di poter sviluppare la Piattaforma Europa per traguardare il futuro, a Piombino ci sono tanti investimenti in corso che porteranno all’insediamento di una grande realtà come la General Electric, e si sta sviluppando un contesto di cantieristica navale importante. Piombino è il luogo dove si dovrà investire nei prossimi due, tre anni per completare quello che è stato iniziato”.

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