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28 Settembre 2020

Positiva la conferenza nazionale delle Autorità Portuali


Roma, 6 settembre. Discussione in merito alle linee guida per la gestione dello Spazio Marittimo Europeo; confronto sui principi che regolano il funzionamento dell’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare e importanti novità sulle risorse economiche residuali e future che il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti mette a disposizione dei porti. Su questi temi si è articolata la conferenza nazionale di Coordinamento della Autorità di Sistema Portuale al ministero, presieduta dal ministro Graziano Delrio. L’organismo è composto dai quindici presidenti delle Adsp e coordina il funzionamento, gli sviluppi e gli investimenti degli scali italiani. Seduta considerata proficua, si afferma in una nota dell’Autorità Portuale.
“L’organo istituito con la legge di riforma della 84/94 – ha dichiarato il presidente dell’Adsp del Mar Tirreno Settentrionale, Stefano Corsini – sta lavorando alacremente per dotare i nostri sistemi portuali di tutti gli strumenti di cui hanno bisogno per affrontare le sfide del futuro”.
Uno di questi è l’organismo di Partenariato della Risorsa Mare, introdotto con l’art. 11 bis della legge 84/94, che ha funzioni di confronto partenariale in ordine ad una serie di temi, in particolare il Piano Regolatore di Sistema Portuale; il Piano Operativo Triennale; i progetti di bilancio preventivo e consuntivo; gli accordi contrattuali del personale e gli strumenti di valutazione del buon andamento dell’Adsp. In generale l’Organismo si esprime su ogni questione in materia di organizzazione e funzionamento del porto che sia sottoposta alla sua attenzione da parte del Presidente.
“Il partenariato è uno dei principi di riferimento della politica europea di coesione economica e sociale – ha detto Corsini – ed è una funzione chiave che assicura una maggiore sinergia tra i vertici dell’Autorità di Sistema e le categorie economiche e sociali rappresentative della comunità portuale. L’Organismo è nato con questo scopo, quello dell’Adsp dell’Alto Tirreno verrà convocato a breve”.
Durante la seduta, si è convenuto che il tavolo di partenariato debba corrispondere a una visione inclusiva e dinamica, a geometria variabile, tale da permettere, su richiesta del Presidente e per gli argomenti specifici di competenza dell’organo, l’individuazione di un solo rappresentante per ciascuna categoria. Tanto per fare un esempio: se l’Organismo viene convocato per parlare del Pot (piano operativo triennale) e se gli Armatori sono rappresentati al suo interno da più associazioni, il presidente dell’Adsp potrà loro chiedere di individuare un solo nome rappresentativo di tutta la categoria. Il parere dell’organismo si forma comunque per consensus, in base all’ascolto degli interventi dei partecipanti.
L’altro punto all’ordine del giorno affrontato dalla Conferenza Nazionale è quello relativo alle Linee Guida per la Gestione dello Spazio Marittimo Europeo. Il documento è stato elaborato dal Tavolo Interministeriale di Coordinamento (Tic) istituito ai sensi del decreto legislativo n. 210 del 2016, che recepisce la direttiva comunitaria n.89 del 2014, volta a pianificare lo spazio marittimo e ad organizzare le attività umane nelle zone marine per conseguire obiettivi ecologici, economici e sociali.
Le linee guida sono uno strumento che imposta il percorso metodologico da seguire per l’elaborazione dei piani di gestione dello spazio marittimo, che individuano la distribuzione spaziale e temporale delle pertinenti attività e dei pertinenti usi delle acque marine.
I Piani sono elaborati dal Comitato Tecnico (organo di governance multilivello istituito presso il MIt) e, prima della approvazione, sono trasmessi al Tavolo interministeriale di coordinamento che ne attesta la corrispondenza con il processo di pianificazione definito nelle linee guida, di cui la Conferenza Nazionale ha valutato preliminarmente i contenuti.
Arrivano infine importanti novità sulle disponibilità finanziarie: è prevista una dotazione di 500 milioni di euro già spendibili dall’anno in corso da ripartire tra diversi settori, tra cui uno di quelli privilegiati è il settore portuale. Le risorse, che affluiranno al fondo di cui all’art. 202 del dlgs 50/2016, comma 1, lettera a, saranno destinate alla progettazione di fattibilità tecnico economica di opere di preminente interesse nazionale. Ciò consentirà di costruire un parco progetti dalle solide basi che potrà condurre nel tempo ad un incremento significativo della spesa pubblica annuale di settore. È stato inoltre annunciato che nelle casse della Direzione Generale competente del Mit affluiranno circa 320 milioni in più per il settore portuale.
Buone notizie, quindi, per un sistema come quello livornese, che ha fatto della buona e veloce progettazione uno degli obiettivi prioritari.