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1 Ottobre 2020

Prodi: “Europa, migrazioni, moneta e muri, dove andremo a sbattere?”


(Angela Simini) Livorno – Sul solco tracciato da Don Alfredo Nesi, l’Associazione omonima ha organizzato l’incontro con Romano Prodi, ex presidente del Consiglio, presidente dei lavori sulle missioni di peacekeeping in Africa. Introdotto dal giornalista del Tirreno Mauro Zucchelli, che ha condotto l’incontro, Prodi è intervenuto su un terreno denso di proposte” Europa, migrazioni, moneta, muri. Dove andiamo a sbattere?”.
Reduce da una mattinata impegnativa trascorsa a Pisa dove ha inaugurato la nuova laurea in Sicurezza Internazionale presso la Scuola Superiore Sant’Anna, Prodi con la consueta serenità e oggettività si è inoltrato nel caos dei problemi in cui ci sentiamo immersi, per dipanarlo, tessendo un file rouge in cui ogni argomento ha trovato il suo posto e il suo collegamento nel cotesto storico. Ha indicato, come spartiacque del mutamento avvenuto in Europa, la fine della Guerra Fredda “Fino ad allora erano chiari i confini del mondo, oggi ogni giorno c’è un messaggio di morte “ovunque!”.
Ed ha indicato l’urgenza delle riforme per ovviare alla crisi economica in Italia e per ricostituire un’ unità europea che ha sostanzialmente tradito i principi di Altiero Spinelli: lontano segnale lo ha aveva già dato la Francia quando nel 1954 impedì la formazione di un esercito europeo. Ed oggi ogni stato dell’ UE cerca di salvaguardare la sua economia e questo porta alla stagnazione economica e all’insorgenza di nuovi nazionalismi. “Fino al 1980 – ha proseguito Prodi – si era camminato verso la conquista dello stato sociale e un avvicinamento tra ricchi e poveri lo avevamo visto. Ma dal 1980 con le dottrine e la politica della Thatcher e di Reagan tutto è cambiato. La globalizzazione inoltre ha consentito un miglioramento a 2 miliardi di persone, ma i paesi come l’Italia hanno perso terreno” . Ed ha spiegato che oggi siamo ad un punto di rottura; se prima si potevano alzare le tasse e offrire più servizi sociali, oggi non c’è più questo rapporto e si è dunque aperta la forbice tra ricchi e poveri. Si è infine capito che, togliendo potere di acquisto alla classe media, i consumi diminuiscono e si va verso la stagnazione. ” Ma che cosa è successo? i prezzi dei cibi sono diminuiti, ma i biologici sono cresciuti !”.
O interviene un gioco di alleanze, o, se ogni paese fa il suo stretto interesse, si perde ancora più terreno e si resta nella stasi, non c’è crescita in Europa, anche la Francia non è messa meglio di noi. Ed ha ricordato invece che, quando si formò l’Europa, il Cancelliere tedesco Kohl commentò che il suo paese era contrario alla moneta unica, ma lui no perché il suo fratello era morto in guerra: dunque comprendeva che una politica comunitaria sarebbe stata l’unico deterrente dalla guerra. “Oggi la Germania, il cui surplus commerciale 9 per cento è pari al PIL del Belgio, deve rifarsi a questa lezione: oppure non c’è futuro, anzi si accentua l’antieuropeismo” ha concluso Prodi. E la migrazione ? va “combattuta” in Africa, in Siria: se i due colossi di Russia e Usa non si mettono d’accordo e non cambiano politica in queste terre, non c’è speranza che ci possa essere pace e che la migrazione possa cessare. Quei popoli devono essere aiutati in casa loro. Le conseguenze son gravi: il perdurare dell’afflusso dei profughi in paesi europei già provati da anni di crisi economica, determina la ricerca delle identità nazionali e l’insorgere dei nazionalismi. Altro tema scottante è l’euro. Prodi sostiene che “L’euro non è nato male, ma è stato nutrito ma nella sua adolescenza. L’uscita dall’euro sarebbe un tracollo economico e ci metterebbe alla stregua dei paesi più poveri “. Dal pubblico si è domandato se poteva essere una soluzione per l’Italia non pagare il debito, ma Prodi ha risposto “I debiti vanno pagati, ma Italia, Francia e Grecia sono troppo oberate. E’ vero che la Germania in passato ha beneficiato della diminuzione del debito”. A quel punto però Prodi si è riservato un commento al quale aveva diritto ” Durante il mio mandato, la crescita c’è stata e il debito è diminuito. Oggi dovremmo recuperare l’evasione fiscale, che va a braccetto con la corruzione!”
“Che messaggio allora si può dare ai nipoti ?” ha chiesto un nonno dal pubblico.
” Ai nipoti si dice poco – ha risposto Prodi – ora è importante continuare a interessarsi, a conoscere il mondo, a studiare il mondo !”