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19 Gennaio 2021

Protestano lavoratori e sindacati contro la chiusura del Pascoli


(Massimo Masiero) Livorno, 25 ottobre 2018. Protesta dei lavoratori e dei sindacati, con bandiere e striscioni, questa mattina, davanti al Palazzo del Comune, contro l’annunciata chiusura da parte della giunta comunale dell’istituto Pascoli, residenza sanitaria assistita, storica struttura situata in via Mondolfi, nella zona di Banditella,(nella foto, il giardino dell’istituto) che da decenni assiste gli anziani non autosufficienti, alla quale i livornesi sono particolarmente affezionati. Anche se i tempi dell’eventuale dismissione è stata annunciata tra un anno e mezzo, i centodieci dipendenti, tra operatori socio-sanitari, fisioterapisti, assistenti, animatrici, personale vario, si oppongono alla decisione dell’Amministrazione, motivata dal fatto che i costi sono consistenti. Tra Pascoli e villa Serena, struttura per autosufficienti, sempre nella zona di Montenero, supera i sette milioni di euro l’anno e quindi non più sostenibili. La possibile soluzione potrebbe essere, come già ipotizzato dalla precedente giunta Cosimi, anche se tutta da approfondire, il trasferimento dei settanta anziani, attualmente ospiti, in un edificio degli Spedali Riuniti di viale Alfieri, ricavato da un padiglione da riadattare, considerato più centrale dell’attuale posizione e quindi più raggiungibile dai familiari. Una soluzione che non sembra contemplata dalla giunta attuale intenzionata a far cessare il servizio pubblico della Rsa per trasferirlo ai privati. Si accenna già ad un bando preparato per la bisogna, che ha scatenato la reazione di Cgil, Csil, Uil e Unicobas e della segreteria del Pd livornese, che sostiene l’iniziativa di contestazione alla decisione di passaggio ai privati della struttura, di cui non si conosce la definitiva destinazione. Già nel 2015 si era progettato addirittura di demolirla, ma nel 2017 sono stati spesi 400mila euro per adeguare alle norme di sicurezza ascensori e altri locali dell’istituto. Ad esso possono essere ammessi gli ospiti attraverso i servizi sociali del Comune, alla cui retta in parte fanno fronte i familiari in caso di pensione insufficiente degli anziani, in base alle condizioni economiche dichiarate. La protesta è cresciuta anche per il fatto che sono state chiuse le liste d’ingresso all’istituto.
Importante invece per la città è il mantenimento della Rsa, che attualmente dispone di sessanta posti letto, per le esigenze sociali della comunità livornese. Per questo è stato chiesto questa mattina, e l’intenzione si concretizzerà nei prossimi giorni, un intervento decisivo della Regione e della Prefettura. L’assessore al sociale Leonardo Apolloni ha fatto presente nei giorni scorsi, incontrando una delegazione di lavoratori e rappresentanti sindacali, che s’intende garantire l’assistenza degli anziani ospiti e salvaguardare il posto di lavoro ai dipendenti.
La giunta pentastellata, in un momento particolarmente difficile per la città, a pochi mesi dalle elezioni amministrative si trova da tempo con la necessità di fare cassa. Lo ha fatto con l’installazione degli stalli blu nelle zone del centro fino al lungomare e alle zone di via Roma e via Marradi, cercando di far salire sugli autobus i cittadini, che si recano nel pentagono del Buontalenti, per il momento invano anche perché il costo dei biglietti è aumentato, ma di fatto costringendoli a pagare un pedaggio per la sosta ed ha scontentato anche i residenti per la riduzione dei posti auto. La recente decisione di chiudere lo storico istituto, dal 1981 alle pendici di Montenero, ha finito per innescare un nuovo conflitto sociale, in contrasto con la tradizionale e storica generosità di quella gran parte dei livornesi da sempre disponibili all’accoglienza e alla solidarietà. masierolivorno@gmail.com