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1 Ottobre 2020

Quando Tina Anselmi incontrò gli alunni livornesi


(Gabriella Bini) Livorno – Era il 1991. Quell’anno insegnavo in una quinta elementare di una scuola alla periferia di Livorno. Con le colleghe delle classi parallele avevamo studiato, per la programmazione di educazione civica, un percorso sulla conoscenza delle funzioni civico-amministrative delle istituzioni pubbliche da svolgere con interviste, ricerche, studi, che culminavano ogni volta con la visita delle classi alle sedi delle istituzioni esaminate: circoscrizione, comune, provincia, regione e infine lo stato. Dopo le varie uscite in città prima e a Firenze per la sede regionale, il nostro percorso terminava a Roma con la visita di Montecitorio, sede della Camera dei Deputati. Con i nostri allievi emozionati e intimiditi, ma svegli e curiosi, ci stavamo aggirando per corridoi e sale dell’immenso palazzo, guidati da un commesso in livrea, quando vidi uscire da un ufficio l’onorevole Tina Anselmi. Feci subito fermare la classe, invitandola al silenzio e sperando che l’onorevole entrasse subito in un altro ufficio per non rischiare domande imbarazzanti degli alunni o ancor più imbarazzanti risposte. Ma ormai era tardi. Con la sua abituale cortesia e semplicità ci venne incontro e chiese ai ragazzi da dove provenivano e perché ci trovavamo in quel luogo. Uno di loro, meno timido degli altri, rispose che venivamo da Livorno, precisando bene scuola e classe e che durante l’anno scolastico, che stava per terminare, avevano visitato tutte le sedi delle varie istituzioni pubbliche, dunque la conoscenza di una delle sedi del Parlamento era la conclusione di quel percorso di studi. Tina Anselmi, che aveva ascoltato attentamente e con grande interesse, si congratulò con loro e con noi insegnanti per la scelta di far conoscere ai bambini l’importanza delle istituzioni pubbliche perché “solo conoscendone il lavoro si può rispettarle come di deve”, concluse e con una breve carezza a qualcuno dei più vicini si allontanò sorridente. Quanto furono e fummo orgogliosi di quei complimenti inaspettati, ancora vivi nei nostri ricordi dopo tanti anni.