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26 Settembre 2020

Rilievi della Corte dei Conti dell’Ue, nessun pericolo per la Darsena Europa


(Massimo Masiero) – La Corte dei Conti dell’Unione Europea ha, tra gli altri compiti, quello di verificare la funzionalità dei progetti e la loro sostenibilità finanziaria, anche dei sistemi di trasporto marittimo, presentati dei paesi del continente e di segnalare quelli che appaiono più “sospetti”. E sulla fascia litoranea dell’Alto Tirreno sono comparsi, uno di fianco all’altro, nell’ambito di poche decine di chilometri, quelli dei porti di Genova, Savona, La Spezia e Livorno. Da questa visione geografica e economica (ma anche di quella dell’Alto Adriatico e di altre zone di paesi baltici) è nata una segnalazione alla Commissione europea per la parte politica e alla BEI, Banca Europea degli Investimenti, per quella finanziaria, sulla proliferazione dei progetti d’ampliamento quando rimangono, nei terminal, spazi per la movimentazione dei container solo utilizzati parzialmente. La sottoutilizzazione quindi potrebbe portare alla diseconomia e allo spreco di denaro. La domanda che è circolata, solo per poche ore per la verità, negli ambienti politici, economici e marittimi delle zone interessate, e quindi cittadine, è se le osservazioni della Corte dei Conti costituissero un “impedimento” alla realizzazione della Darsena Europa, anche perché nei giorni scorsi, sono stati prorogati i termini di scadenza del bando, che consente agli operatori privati di partecipare finanziariamente alla costruzione dell’opera di 580 milioni di euro, che ha già avuto in parte il contributo da Regione e Autorità Portuale.
Niente di tutto questo, ha detto Giuliano Gallanti, commissario dell’Autorità Portuale di Livorno, che ha commentato la notizia ampiamente diffusa dal quotidiano locale. Anche perché, ha spiegato, il progetto portuale livornese è nato dalla necessità di rendere sempre più competitivo lo scalo con la realizzazione di banchine modernamente attrezzate e fondali più profondi e con la razionalizzazione delle aree retrostanti immediate aumentando gli spazi per aumentare i traffici stradali e ferroviari verso l’hinterland del centro-nord della penisola del nord Europa. Tutto questo per fronteggiare la concorrenza e consentire alle grandi compagnie l’approdo della loro navi superiori a 7.500 teus, attualmente impossibile (un container misura circa 40 metri). La costruzione del tratto di ferrovia, che dalle banchine si congiungerà al nodo di Pisa sarà completato entro l’anno. Tanto rumore per nulla quindi? L’essenziale è che il governo, con il ministro Del Rio, attraverso il piano dei porti, dimostri, dati alla mano, che la Darsena è stata progettata nell’ambito di una attenta valutazione delle spese e delle risorse sia necessaria per lo sviluppo non solo del territorio, dell’intera penisola e della vecchia Europa. Per concludere, se la Corte dei Conti dell’Ue fa il suo dovere nel porre attenzione agli eventuali sprechi, altrettanto devono farlo i governi degli stati membri dell’Unione, in particolare quello italiano, già da mesi, sotto l’oculato controllo dei commissari. L’avvertimento è chiaro, ma non modifica in negativo quanto è stato fatto per il futuro del porto di Livorno.