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1 Ottobre 2020

Robot dal volto umano: protagonisti del Festival Internazionale di Pisa


(Massimo Masiero) Pisa, 7 settembre. Sono loro i protagonisti del festival internazionale della Robotica apertosi oggi a Pisa: li chiamano con nomi propri, ma sono robot dalle sembianze umane, plasmati e plastificati da materiali morbidi e resistenti, dai volti attenti e sorridenti, gli occhi dolci e espressivi, che suscitano tenerezza. Docili in apparenza, ma forse, chissà un po’ birichini. Saranno loro il futuro dell’uomo, personaggi cui potremo affidare l’esecuzione di alcuni lavori domestici, la sorveglianza della casa, l’accompagnamento e la “custodia” dei nostri familiari, figli, nipoti e anziani? Lo sostituiranno, nelle fabbriche, negli uffici, nei laboratori? Potranno anche essere indirizzati a svolgere compiti delicati e preziosi a favore degli umani? Sembra una certezza: guardandoli comprendiamo che il futuro è già iniziato. Il livornese Paolo Dario, direttore dell’istituto di Biorobotica della Scuola Sant’Anna di Pisa, ideatore del Festival, coordinatore del comitato scientifico, “costruttore” di personaggi così affascinanti dice convinto, attorniato dalle telecamere: “Saper costruire e vendere robot è un’occasione, che non possiamo lasciarsi sfuggire”. E aggiunge: “Diventare costruttori – e non soltanto utilizzatori – di robot è per il nostro Paese una opportunità concreta per mantenere e persino aumentare i posti di lavoro. Noi i robot li sappiamo ideare, sviluppare e costruire in Italia, e di questo dobbiamo essere consapevoli e orgogliosi. Abbiamo quindi pensato il nostro festival come un’occasione per spiegare, mostrare, raccontare cos’è la robotica oggi, sfatandone timori ingiustificati senza con ciò alimentare miti trionfalistici. Semplicemente, dando a tutti i visitatori il modo di toccare con mano e di confrontarsi direttamente con i protagonisti di questa grande rivoluzione tecnologica, che dobbiamo sapere sfruttare a nostro vantaggio”. Questi magnifici modelli così umani e efficienti, che sanno rispondere alle domande, a volte sciocche, di noi umani, domani ci toglieranno qualche fatica e saranno tanto utili se l’uomo li saprà utilizzare. Intanto godiamoci questo Primo Festival Internazionale della Robotica, che fa di Pisa la Silicon Valley italiana, dicono gli organizzatori, mentre guardano le loro creature muoversi, scandire frasi e parole, fare spettacolo. Lo scopo è anche quello di affrontare e affinare attraverso una continua indagine il rapporto fra robotica ed arte con tutta una serie di iniziative in programma fino al 13 settembre. Il direttore del Festival, Franco Mosca, professore emerito dell’Università di Pisa di cui è stato ordinario di chirurgia, presidente della Fondazione Arpa, è soddisfatto e convinto che si sta aprendo una nuova strada, inarrestabile, tutta da percorrere e a progredire alla scoperta di sempre nuove frontiere. “Il festival nella formula proposta per questo suo primo anno – sostiene – è lo sviluppo di una manifestazione progettata anni or sono da Paolo Dario e che sostanzialmente si materializza a Pisa. Con la condivisione di tutte le componenti che nell’area pisana si occupano di robotica è nata l’ampia, articolata e ambiziosa formula attuale. La priorità è stata la cura dell’aspetto scientifico del festival: lo scopo è stato raggiunto. Superando paure, diffidenze e sospetti il festival mira a trasmettere un convincente messaggio positivo: la robotica si pone al servizio dell’umanità, capace di migliorare la vita delle persone affrancandole da tante incombenze, rendendo per loro praticabili ampi spazi per pensare, ideare, creare un nuovo mondo. ‘Robot’ significa dunque ‘servizio’, decisamente oltre rispetto alle già acquisite evidenze della straordinaria utilità della robotica in area sanitaria: per chirurgia, riabilitazione, handicap. Gli appuntamenti dedicati alla cooperazione umanitaria vogliono richiamare l’attenzione sulle enormi potenzialità che la tecnologia offre a sostegno delle aree sottosviluppate del pianeta”. Due i convegni organizzati a Palazzo Blu: uno su robotica e arte (sabato 9 settembre), per porre in evidenza gli aspetti in cui un robot può essere utilizzato come mediatore artistico e oggetto stesso dell’opera; l’altro su tecnologie robotiche per lo spettacolo (11 settembre) con la presenza della Fondazione Carnevale di Viareggio, il Parco di Pinocchio di Collodi e l’ Accademia Teatrale di Firenze. Al festival sarà anche possibile visitare due mostre su robot e arte. Dal 9 al 13 settembre a Palazzo Lanfranchi “Imagine robots. Video, modelli e immagini da Leonardo al terzo Millennio” e, dall’8 al 13 settembre al Fortilizio della Cittadella “Leonardo Da Vinci tra sogno e invenzione”. Saranno in mostra i modelli provenienti dal Museo Leonardiano di Vinci. Il Festival è organizzato dalla Fondazione Arpa, e dall’Istituto di Biorobotica della Scuola Sant’Anna, con il sostegno del Comune di Pisa e della Regione Toscana, con la collaborazione dell’Università di Pisa, della Scuola Normale Superiore, della Scuola Sant’Anna, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, del Centro di Ricerca Piaggio, dell’IRCCS Stella Maris, del Centro di Eccellenza ENDOCAS. Aderiscono quali co-promotori: Abf (Andrea Bocelli Foundation), AssoFly Onlus, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, Camera di Commercio di Pisa, CESVOT, ConfCommercio Pisa, Confesercenti Pisa, Convention Bureau Tuscany, Fondazione Carnevale di Viareggio, Fondazione Italia Giappone, Fondazione Palazzo Blu, Fondazione Teatro Di Pisa, Gruppo Chirurgia d’urgenza – Protezione Civile Pisa, Medical Micro Instruments (MMI), Museo della Grafica di Pisa, Parco Regionale Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli, “Scienzia Machinale” srl, Toscana Aeroporti, Unione Industriali Pisana, 46° Brigata Aerea.