Vai a…

COSTA OVEST E' UN PROGETTO SOCIALE
IL NOSTRO SCOPO E' FARE UN'INFORMAZIONE LIBERA ED EQUILIBRATA
NON PERCEPIAMO CONTRIBUTI PUBBLICI
OGNI ATTIVITA' A FAVORE DI COSTA OVEST E' DA INTENDERSI VOLONTARISTICA E GRATUITA

Costa Ovest su Google+Costa Ovest su YouTubeCosta Ovest su LinkedInCosta Ovest su TumblrRSS Feed

venerdì 22 marzo 2019

Rossi contro il decreto sicurezza, Salvini lo invita a pensare ai toscani poveri


Firenze, 5 gennaio 2019 – Sarà approvata dalla giunta regionale della Toscana lunedì prossimo, 7 gennaio, la delibera con cui la Regione farà ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto sicurezza approvato nei giorni scorsi dal governo nazionale. Del decreto pubblichiamo qui sotto una scheda sintetica.

Il governatore toscano, Enrico Rossi, conferma il sostegno alla protesta dei sindaci che, secondo lui, “fanno bene a ribellarsi a una legge disumana che mette sulla strada, allo sbando, decine di migliaia di persone che così diventano facile preda dello sfruttamento brutale e della criminalità organizzata, aumentando l’insicurezza”. La posizione di Rossi è stata resa nota dall’agenzia Toscana Notizie.

Pronta ed ironica è stata la replica del vicepremier Matteo Salvini, maggior fautore di questa legge, che attraverso i propri canali ha invitato il presidente toscano a risolvere i problemi di casa propria: “Rossi pensi ai 119 mila toscani poveri”.

IN SINTESI I PUNTI SALIENTI DEL DECRETO SICUREZZA

Sicurezza urbana
Piano nazionale sgomberi: vengono stabilite le modalità di ricognizione delle situazioni di occupazione. Entro 60 giorni poi dovranno essere definiti dei piani provinciali per le esecuzioni dei provvedimenti di sgombero, anche mediante l’impiego della Forza Pubblica.
Invasione di edifici: verrà punito chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto. Pene più elevate se il fatto è compiuto da più di cinque persone.
Stanziamenti a Polizia di Stato e Vigili del Fuoco: per il 2018 saranno messi a disposizione 16 milioni, mentre dal 2019 fino al 2025 la cifra sarà di 50 milioni ogni anno (37,5 milioni alla Polizia di Stato, 12,5 ai Vigili del Fuoco).
Taser: sperimentazione del taser estesa anche alla Polizia Locale delle città con più di 100.000 abitanti.
Reato blocco stradale: introdotto il reato di blocco stradale, anche occupazione dei binari ferroviari.

Lotta al terrorismo
Stretta sul noleggio di tir e furgoni: per prevenire tragici attentati, chi noleggia dovrà comunicare con anticipo a un Centro Elaborazione i dati identificativi del richiedente. Se dopo un raffronto dovessero emergere situazioni di potenziale pericolo, verrà inviata una segnalazione alla Forze dell’Ordine per un controllo.
Daspo per i sospettati di terrorismo: creato per le manifestazioni sportive, il Daspo verrebbe esteso anche per chi è sospettato di essere in preparazione di un attentato oppure di fiancheggiare un’organizzazione terroristica.

Lotta alla Mafia
Contrasto alle infiltrazioni mafiose: negli enti locali e negli appalti pubblici, se un Prefetto dovesse segnalare delle situazioni anomale o sintomatiche di condotte illecite, è prevista la nomina di un Commissario Straordinario.
Sequestro e confisca dei beni: prevista la possibilità che un immobile confiscato alle organizzazione criminali sia dato in affitto “sociale” alle famiglie in condizioni di disagio.

Immigrazione
Richiesta di asilo politico: vengono aumentati quel tipo di reati che annullano la sospensione della richiesta di asilo politico, dopo una condanna in primo grado, portando all’espulsione immediata. I reati in questione sono violenza sessuale, spaccio, furto e lesioni aggravate a pubblico ufficiale.
Abolizione protezione umanitaria: al momento la norma può garantire, in caso di situazioni di emergenza umanitaria, un permesso di soggiorno ai cittadini stranieri che ne fanno richiesta. Inizialmente si pensava a una abolizione e a una sostituzione con un permesso di soggiorno della durata di un anno per motivi civili o di calamità naturali nei paesi di origine. Alla fine invece si è optato per un “procedimento immediato innanzi alla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale“
Trattenimento nei centri per il rimpatrio: raddoppiati i tempi da un massimo di 90 giorni a 180 giorni.
Revoca della cittadinanza: se una persona viene ritenuta un possibile pericolo per lo Stato, potrebbe scattare la revoca della cittadinanza in caso di condanna in via definitiva per reati legati al terrorismo. In più, una domanda di cittadinanza potrà essere rigettata anche se presentata da chi ha sposato un cittadino o cittadina italiana.
Patrocinio gratuito: niente patrocinio gratuito per un migrante se il suo ricorso contro il diniego della protezione umanitaria viene dichiarato inammissibile.
Fondi per i rimpatri: stanziati 500.000 euro per il 2018, 1,5 milioni per il 2019 e 500.000 euro per il 2020.
Sprar: i piccoli centri che ospitano i migranti, sotto l’egida dei Comuni, non potranno più accogliere i richiedenti asilo ma soltanto minori non accompagnati e chi ha già ricevuto la protezione internazionale.

Foto del profilo di Redazione

About Redazione,