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26 Settembre 2020

Rossi su Aferpi da Roma: governo si tuteli dagli abbandoni industriali


Roma, 29 novembre. “Credo che occorrano politiche più forti ed incisive e che il Governo debba tutelarsi rispetto a fenomeni di abbandono industriale. Così a Piombino dobbiamo garantirci, memori degli errori compiuti in questa vicenda, nei confronti di chi prenderà in carico le acciaierie, perché non ci ritroviamo in queste condizioni”. È la posizione del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, espressa a Roma nel corso dell’assemblea nazionale della siderurgia “Fondiamo il futuro” organizzata dalla Fiom alla Cgil nazionale. Lo riferisce Toscana Oggi.
Rossi ha detto di aver apprezzato ciò che hanno fatto i ministri De Vincenti e Calenda, ma ha ricordato che nazioni come la Francia hanno approvato legislazioni per tutelarsi rispetto a piani industriali presentati da imprenditori in un settore che è strategico per ogni politica industriale.
Quanto alle prospettive, Rossi ha osservato che “Piombino ha diritto a trovare un imprenditore che torni a produrre acciaio, perché ha le maestranze giuste, un ambiente più sostenibile rispetto ad altri siti, ed una storia millenaria” e ha poi ammonito che “se ciò non avvenisse significherebbe che si vogliono fare soltanto profitti sui laminatoi” e ancora che Piombino non può vivere di solo turismo, concludendo con un “hai voglia a mettere ombrelloni lungo il canale”.
“In sette anni – ha poi aggiunto – ho visto quattro imprenditori interessati a rilevare le acciaierie e sono stato amico di tutti e parente di nessuno. Quindi posso dire che i ritardi con cui Rebrab sta arrivando ad un accordo per la cessione, stanno mettendo in enormi difficoltà migliaia di lavoratori. E forse a gennaio riusciremo, grazie all’impegno che abbiamo messo nel recuperare i 30 milioni di euro, una “limosina” di 500 euro ai lavoratori che sono a casa senza occupazione. Per questo dico che il Governo non deve limitarsi a riunire tavoli e indire gare. Mi pare questo il problema politico serio che abbiamo di fronte e di cui le forze politiche dovrebbero discutere”.