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5 Febbraio 2023

Il presidente del Rotary Livorno, Gianluca Rossi (foto Camelia Ceccarini)

Rotary Livorno, Rossi: “Malati di alzheimer e Casa Maristella al centro della nostra solidarietà”


(Marco Ceccarini) Livorno, 9 novembre 2022 – Il financial advisor Gian Luca Rossi, direttore dell’agenzia Allianz Bank di Livorno, presiede dallo scorso 1° luglio il Rotary Club Livorno, il più antico circolo rotariano della Toscana, uno dei più antichi d’Italia, avendo avuto la certificazione dal Rotary International quasi cento anni fa, esattamente l’8 marzo 1925. Rossi ha sostituito il magistrato a riposo Luigi De Franco e rimarrà in carica fino al 30 giugno 2023.

L’attuale presidente, nato a Rosignano il 13 settembre 1953, prima di dedicarsi all’attività finanziaria, è stato direttore della Confartigianato di Pisa. Laureato in Economia e commercio all’università di Pisa, è sposato con Gianna De Gaudenzi ed è padre di Martina. E’ iscritto al Rotary Club Livorno dal 1° novembre 2013.

Al presidente Rossi abbiamo chiesto un’intervista in quanto il Rotary Livorno, oltre ad essere il più antico club di service cittadino, realizza importanti progetti per il sociale, la cultura ed i giovani, in gran parte destinati alla città di Livorno.

Iniziamo dal Rotary. Cos’è esattamente?

“E’ un club di service fondato nel 1905 a Chicago, Stati Uniti, dall’avvocato Paul Harris. Nel mondo, oggi, ci sono oltre 33 mila club con oltre 1 milione 200 mila soci. Il primo club livornese è il nostro, sorto nel 1925, il terzo o quarto per anzianità in Italia, al quale negli anni, a Livorno e dintorni, si sono aggiunti il Mascagni e quello delle Colline livornesi, dei quali il Rotary Livorno è padrino, così come lo è del Rotaract ed Interact”.

Il motto del Rotary è ‘servire al di sopra di ogni interesse personale’. Cosa discende, nel concreto, da questo slogan?

“Quello che ha citato è uno dei due motti ufficiali del Rotary International. L’altro è ‘chi serve gli altri ottiene i migliori profitti’. Entrambi risalgono ai primi anni dell’organizzazione. In ogni caso, nel motto cui lei fa riferimento, è intrinseco l’ideale del servire inteso come motore di ogni attività. Siamo donne e uomini appartenenti a diverse professioni, uniti dagli stessi ideali e da una spiccata sensibilità civica, chiamati ad impegnarsi a favore del prossimo. Siamo persone che condividono i valori fondanti del Rotary, ossia il servizio, l’amicizia, la diversità, l’integrità, la leadership”.

Si può dire che i club di service sono gruppi di persone unite da valori condivisi che si impegnano per il bene e il progresso della comunità in cui vivono?

“Certo, è così, il Rotary non fa eccezione”.

Nel Rotary vige la regola delle quattro domande. Cos’è esattamente?

“Le quattro domande seguono un codice etico valido per tutti i rotariani del mondo. Ogni affiliato è chiamato a porsi quattro domande relativamente alle azioni, ai pensieri e alle parole che può esprimere nella vita associativa. Ogni buon rotariano dovrebbe sempre chiedersi se quello che fa corrisponde a verità, all’interesse degli altri associati, se promuove la buona volontà ed i migliori rapporti di amicizia, se la sua azione è vantaggiosa per tutti”.

Molti credono che il Rotary sia un circolo esclusivo. E’ così?

“Il Rotary è una libera associazione di cittadini impegnati in professioni e mestieri diversi ma accomunati dalla volontà di porsi al servizio del prossimo a partire da una sincera amicizia tra di loro. Essere rotariano significa mettere la propria persona e la propria disponibilità al servizio del prossimo. Il Rotary dunque non può definirsi un circolo esclusivo. Direi semmai che è formato da persone che, contraddistinguendosi nelle loro attività, cercano di realizzare progetti che hanno una ricaduta concreta nella società in cui vivono”.

Il Rotary a livello mondiale è tra i partner del progetto Polio Plus con cui è stata sconfitta la poliomielite. Ma le attività sociali, educative e sanitarie del Rotary non si esauriscono con il sostegno al Polio Plus, giusto?

“Sono veramente molti i progetti che caratterizzano un anno rotariano, a Livorno come nel resto d’Italia od ovunque nel mondo. Hanno sempre degli indirizzi socio-umanitari o culturali e spaziano dal sostegno alle associazioni di volontariato alla lotta contro le malattie rare o degenerative e al contrasto alle problematiche sociali. Inoltre sosteniamo la cultura ed i progetti per i giovani, i programmi di scambio di esperienze e le borse di studio. In questi ultimi anni, poi, siamo stati molto attivi nella lotta al covid-19, sia a livello locale che internazionale”.

Per quanto riguarda il suo mandato, qual è l’obiettivo principale che si pone?

“L’obiettivo principale è naturalmente quello di realizzare i progetti che ci siamo prefissi”.

E quali sono questi progetti?

“Ve ne sono diversi. La realizzazione del Centro diurno per malati di alzheimer Svs al Porto è sicuramente molto importante per la città di Livorno. Lì sarà installato anche il cosiddetto Treno della Memoria che rientra in un particolare approccio terapeutico teso a far riaffiorare ricordi personali a coloro che, afflitti da questa patologia degenerativa, necessitano di interventi che si presume possano contrastare la progressiva perdita della funzione mentale e del ricordo. Noi, ad esempio, siamo impegnati anche in questo progetto”.

Dove sorgerà la struttura?

“Il Centro diurno è stato realizzato in alcuni locali messi a disposizione all’interno nel Palazzo del Portuale. Sarà gestito dall’Svs, la storica Società volontaria di soccorso, e verrà inaugurato ra pochi giorni, il 18 novembre, alla presenza delle massime autorità del Comune di Livorno, della Regione Toscana e dell’azienda Usl Toscana nordovest, oltre che del volontariato e della stessa Svs”.

Mi risulta, tuttavia, che siete pienamente attivi anche nella realizzazione di una Casa famiglia per ragazze madri…

“Il progetto cui lei fa riferimento è un’iniziativa del gruppo Consorti del nostro Rotary. Donne e uomini appartenenti a quel gruppo hanno voluto realizzare qualcosa per aiutare suor Raffaella Spiezio della fondazione Casa papa Francesco di Quercianella nel suo progetto di realizzare la Casa famiglia Maristella destinata alle famiglie con disagi importanti, alle mamme e ai loro figli che hanno bisogno di aiuti materiali e concreti. Il gruppo Consorti, per il loro scopo, ha ideato e già messo in commercio il Calendario dell’Avvento al fine di raccogliere fondi destinati ad acquistare una cucina di comunità per la nuova Casa famiglia”.

Come funziona questa iniziativa?

“Semplice, il Calendario dell’Avvento, ormai disponibile, è posto in vendita al prezzo di 10 euro. Chi ne acquista una copia, tra l’altro, potrà anche vincere splendidi premi perché ogni giorno, dal 1° al 24 dicembre, sarà possibile partecipare all’estrazione di premi che sono stati messi in palio da alcuni sponsor. In quel periodo, per verificare se si è vinto, ovvero se il numero del Calendario acquistato corrisponde a quello premiato, basterà controllare sul sito Calendarioavventolivorno.it. Il Calendario, in ogni caso, sarà prenotabile anche tramite e-mail all’indirizzo Calendarioavventolivorno@gmail.com. Ma soprattutto sarà in vendita nelle edicole cittadine con il quotidiano Il Tirreno, media partner di questa iniziativa”.

Insomma, ogni giorno potrà essere quello giusto per vincere ricchi premi ma anche per aiutare chi ha bisogno…

“Soprattutto, direi. I Calendari in vendita sono circa duemila. Il nostro obiettivo è fare in modo che vadano tutti esauriti. Vogliamo aiutare suor Raffaella nel suo cammino di solidarietà umana e quindi intendiamo raccogliere fondi per dotare la Casa famiglia Maristella, ormai in costruzione, di strutture e servizi idonei al ruolo sociale che essa dovrà svolgere”.

Ci avviciniamo alla fine dell’intervista. Su cos’altro siete impegnati?

“Come sempre, lavoriamo molto sulla cultura e sulla valorizzazione della nostra tradizione, sulla Livorno del passato e sulla valorizzazione di alcuni personaggi, ma anche cercando di sviluppare progetti tesi a dare un contributo migliorativo alla comunità cittadina”.

Quali personaggi avete intenzione di valorizzare?

“Dedicheremo certamente una serata all’ingegnere livornese Giotto Bizzarrini, oggi ultra novantenne, uno dei progettisti più geniali dell’industria automobilistica italiana nel Novecento, sulla cui figura presenteremo un libro, ma valorizzeremo anche lo scrittore e giornalista Carlo Coccioli, anche lui livornese, assai più conosciuto in America Latina che in Italia dato che ha vissuto oltre mezzo secolo in Messico, per onorare il quale nel 2023, anno del ventennale della scomparsa, apporremo una targa in sua memoria al Famedio di Montenero”.

Altre iniziative?

“Il 27 maggio del prossimo anno, assieme al Comune di Livorno, svolgeremo un convegno sul valore artistico delle Terme del Corallo. La giornata di studi avrà lo scopo di sollecitare l’attenzione di esperti, docenti universitari ed amministratori sul riutilizzo a fini culturali degli ex stabilimenti termali. A questo importante evento culturale sarà tra l’altro abbinato un volume sull’importanza delle Terme”.

Per concludere, c’è qualcosa che vuole aggiungere o precisare?

“Nulla di particolare. Cerchiamo di essere presenti a sostegno dei molteplici programmi di solidarietà, nell’ambito dello spirito che contraddistingue il Rotary International. Siamo al servizio della città. Posso solo aggiungere, semmai, che dopo la pandemia vogliamo rinserrare le fila e dedicarci a una nuova e sincera solidarietà”.

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