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27 Gennaio 2021

Salvetti e Antonini: “All’Eni va prodotto il biofuel, Stagno come Gela e Porto Marghera”


(Mirko Branca) Livorno, 5 gennaio 2021 – Archiviata, così pare, la prospettiva di trasformare la raffineria Eni di Stagno in un gassificatore di plastiche non riciclabili, come tuttavia ancora indica una delibera della regione Toscana, una nuova prospettiva sembra aprirsi per l’ex Stanic. All’orizzonte, infatti, spunta la possibilità di produrre a Stagno il biofuel, combustibile biologico, la cui realizzazione potrebbe anche salvare il futuro di circa quattrocento tra addetti ed impiegati, quasi seicento unità se si aggiungono i lavoratori dell’indotto.

I sindaci di Livorno e Collesalvetti, Luca Salvetti ed Adelio Antolini, hanno spiegato le intenzioni delle loro amministrazioni comunali nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta oggi, martedì 5 gennaio, a palazzo Civico, sede del comune di Livorno, dopo che lo scorso 30 dicembre entrambe le amministrazioni hanno espresso il loro parere contrario a Roma, al ministero dello Sviluppo, al progetto regionale che, attraverso la società Alia, prevede la trasformazione dell’impianto Eni in un gassificatore per lo smaltimento dei rifiuti della Toscana interna. Un progetto, detto per inciso, che comporterebbe l’arrivo di ingenti quantità di plastiche e materiali vari dalla piana fiorentina e che per il suo funzionamento avrebbe bisogno di soltanto una sessantina di addetti.

Il progetto regionale, come detto, è teoricamente ancora in campo, essendo contenuto in una delibera della giunta regionale dell’agosto 2019 che non è mai stata ritirata od abrogata o superata, anche se le avversità della grande maggioranza della popolazione di Livorno e Collesalvetti e l’esplicita contrarietà delle associazioni ambientaliste e di non pochi comitati di cittadini hanno indotto i sindaci Salvetti ed Antonini a schierarsi contro questo progetto. Le due amministrazioni comunali, adesso, affermano che la giunta regionale ha fatto anch’essa marcia indietro e sarebbe pronta ad archiviare il protocollo stipulato con l’azienda Alia.

“Si tratta di un piano per niente convincente su cui abbiamo già espresso parere negativo”, ha evidenziato Salvetti in conferenza stampa. Ed Antolini ha aggiunto: “La nostra posizione è stata espressa e ribadita di recente a Roma”.

Con tutto ciò, archiviata l’idea del “waste to metanolo”, rimane all’ordine del giorno la riconversione della raffineria Eni di Stagno. Tale prospettiva è stata anzi inserita nei progetti di rivoluzione verde e transizione ecologica da finanziare coi soldi del “recovery found”, come evidenziato nel Pnrr, piano nazionale di ripresa e resilienza, con 500 milioni destinati alla trasformazione dell’impianto di Stagno in un sito per la produzione di biocarburanti, come già accaduto per gli stabilimenti gemelli di Porto Marghera e Gela.

La prima cosa da fare, secondo quanto emerso nella conferenza stampa, è che il governo, che dovrà attuare il programma Next generation dell’Unione Europea, lasci definitivamente decadere l’ipotesi di un gassificatore per la trasformazione dei rifiuti in idrogeno o metanolo, il “waste to methanol” appunto, tanto più che la regione Toscana, come garantiscono i sindaci di Livorno e Collesalvetti, avrebbe dato ampie rassicurazioni dichiarando archiviato il protocollo stipulato con l’azienda Alia. Dopodiché occorrerà lavorare, secondo Salvetti ed Antonini, per realizzare il nuovo impianto che, a quanto si apprende, sorgerà nell’area che fu della Stanic e su cui adesso sorge la raffineria Eni.

La società Eni potrebbe inserire l’hub di Livorno, al pari di Porto Marghera e Gela, nel processo di decarbonizzazione dei propri impianti. Questo, secondo quanto sembra di capire, potrà tuttavia avvenire solo dopo che la regione Toscana avrà deciso di invertire la rotta ed assicurare che ogni Ato dovrà avere un’autonomia per lo smaltimento dei rifiuti.

Quanto affermato dai sindaci di Livorno e Collesalvetti, di fatto, apre la porta alla possibilità che i due comuni possano affiancare la regione Toscana nel progetto di tenere assieme la salvaguardia dei livelli occupazionali e la salvaguardia ambientale, secondo quanto lo stesso presidente della regione, Eugenio Giani, ha affermato evidenziando che queste, in ogni caso, devono essere le coordinate della pianificazione del futuro in merito al sito produttivo di Stagno.

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