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mercoledì 21 novembre 2018

Scenari di Quartiere: Giovanni Bondi racconta i bordelli di Livorno


(Simone Consigli) Livorno, 13 settembre 2018. Dall’8 settembre è in corso, fino al 22, Scenari di Quartiere, la rappresentazione ideata dalla Fondazione Goldoni e dal Comune di Livorno. Scenari al calasole e teatro di strada per tutti a ingresso libero. Dal Pontino a Antignano, per arrivare a Piazza XX Settembre e tante altre location cittadine che sono state scelte come “palchi popolari”. Il direttore artistico della manifestazione, Francesco Brandi ha raccolto adesioni importanti. Per questa terza edizione infatti, tra gli ospiti ci sono artisti del calibro di Marco Paolini, Jacopo Fo, Simone Cristicchi, Oscar De Summa, Lugi D’Elia e Marco Taliani. Presenti anche gli artisti amaranto, Giovanni Bondi, Alessia Cespuglio, Michele Crestacci e Stefano Santomauro, che sono stati chiamati in blocco il 19 e il 20 Settembre in piazza XX Settembre. Una performance a testa e un racconto da regalare agli spettatori. Giovanni Bondi porterà in scena il lavoro tratto dal suo racconto “Mi viene in mente, figuriamoci addosso”.
La storia dei bordelli a Livorno. “Perchè è inutile pensare che tutti potessero permettersi Madame Sitrì” (nella foto Giovanni Bondi con il tariffario della casa) – dichiara Giovanni Bondi – come è inutile pensare che i bordelli fossero solo luoghi negativi, se è vero che stiamo parlando del lavoro più vecchio del mondo”. Lo spettacolo di Bondi oltre che dissacrante è corrosivo: “ Un altro luogo comune che mi è venuto in mente scrivendo e che intendo comunicare è quanto possa diventate ipocrita a livello politico difendere la donna, mi spiego, ovviamente, questo deriva da anni in cui la donna è stata vista come strumento del demonio, sfruttata vilipesa e colta non con amore ma con depravazione, fino ad assurgere a elemento incompreso e perturbante, mentre i bordelli per forza o per fortuna diventano gli unici luoghi in cui poterle incontrare e in alcune vicende che ho raccolto e raccontato ci sono atti di eroismo e di amore, al chiuso e al riparo dal mondo, proprio in un bordello, va da sé che qui finisce ogni sorta di giudizio etico o politico o qualsivoglia”. “I bordelli hanno diviso le classi per anni – continua – raccogliendo materiale storico ho trovato una cultura del bordello che è sempre esistita, sale e boudoir, luoghi di intrattenimento, rifugio per rivoluzionari, salotti culturali e via dicendo, in un epoca in cui libertà sessuale ce n’era poca e il bordello rappresentava forse l’unica via per conoscere una donna e avere un’educazione sentimentale, per non parlare del fatto che i bordelli facevano sì che i matrimoni fossero più tranquilli e rappresentavano una vera e propria cura ospedaliera”. Non mancheranno le battute ma l’argomento è serio ed è vero e provocatorio l’intento di Giovanni Bondi con il suo spettacolo. Chi si poteva permettere Madame Sitrì? Che si faceva nei bordelli? Si faceva solo prostituzione o si ordivano complotti? Quanta storia d’Italia è stata scritta nei bordelli? Lo spettacolo si presenta come gustoso e caustico. Giovanni Bondi sarà in scena con Scenari di Quartiere il 20 Settembre in Piazza XX all’ora del tramonto. simoneconsigli@live.it

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