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giovedì 14 dicembre 2017

Sciopero in Comune, i sindacati chiedono le assunzioni per coprire il turn-over


Livorno, 6 dicembre – “Dopo moltissimi anni quello di ieri mattina è stato il primo sciopero dei lavoratori comunali contro un’Amministrazione che non vuole assumere in modo stabile, proclamato da Cgil, Cisl, Uil e Usb. L’adesione è stata massiccia: la totalità delle adesioni nelle scuole d’infanzia, nidi e polizia municipale. Hanno chiuso l’ufficio anagrafe e tutti gli sportelli al pubblico, area nord, sud e centrale. Un’adesione significativa in ogni settore del Comune per uno sciopero che è maturato dopo un lungo percorso di tentativi di trattative e mancati tavoli. L’Amministrazione si è sottratta al confronto perfino quello di raffreddamento davanti al Prefetto”. Lo hanno sottolineato i sindacalisti. Negli ultimi cinque anni il Comune di Livorno non ha sostituito, pur avendone la possibilità per legge, il personale che è andato in pensione: trecento unità, una media azienda e un danno notevole dal punto di vista occupazionale, economico e sociale.
“Abbiamo quindi preso atto – sostengono i sindacati – di questa posizione sorda alle sollecitazioni delle sigle sindacali e di miopia sulle politiche del lavoro in una città devastata dalla crisi lavorativa”. E’ come se avesse chiuso un’altra TRW, era scritto su uno striscione.
A Pisa per esempio sono state previste oltre 90 assunzioni, a Cecina oltre 20. E a Livorno?
“Il Piano assuntivo approvato dalla Giunta Nogarin ammonta a 5 persone a tempo determinato per le urgenze post-alluvione”. Nei prossimi tre anni invece vi saranno altri duecento pensionamenti, che dovranno essere coperti per evitare la paralisi dei servizi. I sindacati lo hanno fatto presente, in un incontro al termine della manifestazione, anche al prefetto, al quale hanno anche riferito che il Comune non ha assunto, come detto dal sindaco in passato, 65 persone mentre continuano a permanere numerosi precari, ai quali se ne aggiungerebbero altri nel servizio della protezione civile. In sostanza le richieste dei sindacati non aggravano le risorse finanziarie perchè si tratta di sostituire personale in quiescenza con altro in servizi importanti per il funzionamento del Comune. La situazione rischia di aggravarsi nei prossimi anni. Si potrà avere la chiusura di importanti ed essenziali servizi pubblici e il loro affidamento ad esterni.
La manifestazione di presidio che si è svolta in mattinata davanti al Comune, ha visto la partecipazione solidale di molti lavoratori precari, in primis le educatrici e le insegnati dell’agenzia di somministrazione, che ricopre tutti i posti vacanti del personale di ruolo e che ormai rappresentano oltre il 40 per cento di tutto l’organico e le ausiliarie di Cooplat. (Nelle foto, presidio davanti al Comune)

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