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martedì 20 novembre 2018

“Sì” operetta di Mascagni al Teatro Goldoni il 23 e 25 novembre


(Angela Simini) Livorno, 5 novembre 2018. Sta per arrivare sul palco del Teatro Goldoni, l’operetta di Pietro Mascagni la “Sì”, e precisamente venerdì 23, ore 20.30 e domenica 25 novembre ore 16.30.
Un’operetta tra le più amate e le meno rappresentate, almeno a Livorno, dove è andata in scena nel secondo dopoguerra solo nel 1996 per la regia di Simona Marchini, riscuotendo un successo strepitoso.
Una storia avvincente, nuova, diversa, con cast e messinscena indovinati avevano fatto la gioia soprattutto delle persone anziane che ricordavano le arie e una melodia non più ascoltate da prima della guerra. Poi di nuovo silenzio, un silenzio lungo 22 anni.
Oggi si torna a parlarne. La nuova produzione del Teatro Goldoni è stata presentata allo Chalet di Ardenza dove, al suono del pianoforte, si è offerto un assaggio della colorata musica mascagnana e dei giovani cantanti del cast, provenienti da Opera Studio e che da oggi cominceranno a completare lo studio sotto le ali del grande tenore Fabio Armillato, che nella prima rappresentazione del 23 novembre salirà sul palco come cantante e come punto forte del cast.
La parola ai promotori dello spettacolo: Alberto Paloscia, direttore artistico del Teatro Goldoni, ha tracciato la storia delle rappresentazioni dell’operetta, andata in scena per la prima volta a Livorno nel 1937, diretta dallo stesso Mascagni nel giardino dell’Hotel Palazzo.
Poi ancora silenzio fino al 1996, un inspiegabile silenzio, data la simpatia che la Sì aveva suscitato nel pubblico livornese, e da allora giungiamo ai nostri giorni con un nuovo allestimento . Sulla trama e sullo stile di questo brillante capolavoro, si è soffermata con vivacità e competenza Vivien Hweit che ha parlato della nuova società che si affaccia alla storia dopo la Grande Guerra, quando si passa da una realtà regionale e borghese, alla società di massa. “La protagonista della storia è la soubrette Sì così soprannominata perché si concedeva a tutti, cioè non diceva mai di no a nessuno. E non lo faceva per denaro, ma per leggerezza e per il piacere di essere sedotta” così Vivien Hweit ha introdotto il personaggio e ne ha tracciato la vicenda malinconica, poichè questa operetta differenzia dalle produzioni d’Oltralpe, dove si affacciano principi e principesse ormai tramontati e nei quali nessuno può proiettarsi. La vicenda sarà ambientata negli anni venti e, a sostegno della sua scelta, la Hweit ha rilevato che la musica di Mascagni denuncia contaminazioni evidenti col Ragtime e con la musica che giungeva dall’America.
Il brillante tenore livornese Franco Bocci, direttore artistico della Compagnia di Operetta Livornese, ha divertito il pubblico col racconto degli aneddoti che hanno accompagnato la composizione della Sì nell’ umoristico scambio di idee tra Pietro Mascagni e il librettista Carlo Lombardo, comico delle compagnie di operetta.
A seguire un Siparietto in cui si sono esibiti alcuni dei giovani cantanti del cast, accompagnati al pianoforte dal maestro Andrea Tobia: Lucia Conte (nella foto sopra), Maria Ferraro, Maria Salvini (foto a sini.)/, Blerta Zhegu, Tommaso Alfaroli (nella foto)/, Alessandro Biagiotti, Stefano Tanzillo. Il pubblico ha potuto gustare le melodie e rendersi conto di come i cantanti fossero preparati e dotati di belle voci. asimini@alice.it

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