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28 Gennaio 2021

“Sicilian ghost story” un film contro le mafie


(Donatella Nesti) Livorno, 27 marzo. “Con questo film volevamo una favola in una Sicilia mai esplorata prima, una Sicilia sognata. Un mondo dei fratelli Grimm di foreste e orchi, che collide con il piano di realtà di cui la nostra terra è inevitabilmente portatrice”.Così Fabio Grassadonia e Antonio Piazza nel presentare il loro film Sicilian ghost story che è stato premiato poche sere fa per la sceneggiatura ai David di Donatello 2018. Il film è stato scelto dall’associazione Kinoglaz e da Libera per la giornata contro le mafie che ha coinvolto moltissime scuole e cittadini in tante città italiane.

All’uscita da scuola, Luna pedina furtivamente Giuseppe, suo compagno di classe, tenendo in mano la lettera d’amore che ha scritto per lui. Giuseppe imbocca un sentiero che s’inoltra in un bosco montano. Luna decide di seguirlo ma nel folto della vegetazione lo perde di vista. Giuseppe la sorprende alle spalle e le sfila di mano la lettera. Luna tenta invano di riaverla e si allontana da lui furibonda. Un feroce cane nero le si para davanti, Giuseppe corre in suo aiuto e con coraggio e astuzia la salva. Il ragazzino le restituisce la lettera e la convince ad accompagnarlo al campo di equitazione dove si allena. Luna guarda incantata Giuseppe impegnato nel salto degli ostacoli. Alla fine dell’allenamento, Luna chiama Giuseppe e gli dà la lettera. Giuseppe sigilla quella dichiarazione d’amore con un bacio e si avvia verso la scuderia.

Luna aspetta Giuseppe, il cuore in subbuglio, lo sguardo volto alla fuga di colline del fondovalle, cinto a una estremità da un lago scuro verso cui digrada il bosco montano. Giuseppe non viene più fuori dalla scuderia. Luna va a cercarlo al suo interno. Si avvicina al box dentro il quale il cavallo di Giuseppe si agita. Giuseppe è scomparso. Il silenzio da parte della famiglia di Giuseppe e l’indifferenza del mondo che li circonda concorrono nel celare il motivo della misteriosa sparizione alla quale Luna non si rassegna. Anche quando dopo mesi emerge la verità di quanto accaduto, Giuseppe è stato sequestrato da dei mafiosi, Luna non si arrende e continua ostinatamente a cercarlo. Giuseppe resiste all’avanzare della devastazione fisica e morale cui è sottoposto aggrappandosi alla lettera d’amore che ha con sé. È la lettera d’amore a permettere una segreta comunicazione fra i due ragazzini, comunicazione che da inconsapevole si fa consapevole e permette il loro misterioso ricongiungimento nel mondo nel quale Giuseppe è imprigionato e che ha nel lago scuro una misteriosa via d’accesso. Un mondo dal quale è impossibile per Luna tornare indietro. Solo grazie a una straziante e miracolosa corsa contro il tempo, Giuseppe trova nel lago l’insperata via di fuga da quel mondo di morte, riuscendo così a salvare Luna e a riconsegnarla al luminoso spazio aperto della vita.

«Abbiamo ricordato un ragazzino ucciso dalla mafia, Giuseppe Di Matteo, la cui memoria è stata dimenticata. E lo abbiamo fatto prendendoci anche dei rischi». Sul palco degli Studios di via Tiburtina, a Roma, gli emozionati Fabio Grassadonia e Antonio Piazza hanno ritirato il David di Donatello per la migliore sceneggiatura non originale mentre Il loro film Sicilian Ghost Story a oltre un anno dalla realizzazione continua a mietere riconoscimenti e apprezzamenti in tutta Italia e in tutta Europa. Una premiazione giunta poi in contemporanea con la giornata delle vittime di mafia. Una coincidenza che i due sceneggiatori registi e sceneggiatori non hanno mancato di sottolineare sul palco, commossi e molto applauditi per un film coraggioso che fa onore al cinema italiano. donatellanesti@libero.it