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1 Ottobre 2020

Sindacati sanità: in provincia di Livorno confronto mai iniziato e troppi problemi


Livorno, 8 novembre. I sindacati confederali della provincia di Livorno annunciano battaglia per la mancanza di confronto da parte della Regione Toscana e dei vertici dell’Azienda Asl Nord Ovest sulle evidenti criticità della sanità territoriale. Lo sottolineano in una nota.
Numerosi sono i tavoli di confronto e le manifestazioni che i sindacati confederali hanno richiesto e organizzato a livello territoriale sul delicato tema della sanità, particolarmente sentito sul territorio di Livorno dove il servizio sembra costantemente in fase di depotenziamento e, di conseguenza, cresce il numero degli utenti che si rivolgono al privato “Da tempo – illustrano le segreterie territoriali di CGIL, Cisl e UIl – abbiamo denunciato le criticità presenti nella sanità territoriale che, sempre meno, è in grado di fronteggiare il bisogno di salute dei cittadini che, costretti a rivolgersi ad altri territori per cercare le risposte di cui hanno bisogno, preferiscono rivolgersi al privato per questioni di praticità. Gravissima anche la situazione legata ai costi aggiuntivi che sono costretti a sostenere gli oncologici per terapie salvavita, a causa dell’impossibilità di effettuarle nel Presidio Ospedaliero di riferimento e per cui sono costretti a spostarsi”.
I sindacati avevano già tentato di aprire un canale sia con l’assessore Saccardi che con il direttore generale De Lauretis, innanzi tutto per ripristinare corrette relazioni sindacali “Il fine principale – sottolineano le segreterie – era quello di avere informazioni preventive su eventuali riorganizzazioni per comprenderne le ricadute occupazionali e del servizio, un confronto che continua a mancare e di cui il Day Surgery, ipotizzato a Volterra, è un chiaro esempio”.
Ma sono molte altre le domande che restano senza risposta, a partire dalle lunghe liste di attesa che, nonostante l’appalto di dodicimila diagnostiche, restano un problema “A che punto è il sistema Open Access? – proseguono CGIL, Cisl e Uil – Cosa si intende fare per ridurre finalmente le liste di attesa in modo efficace? Per il momento, non abbiamo risposte, la diagnostica resta inaccessibile in tempi brevi e assistiamo, da parte dei medici di famiglia, a un attacco ingiustificato ai lavoratori dei Cup, che sono, fra l’altro, lavoratori in appalto e, di conseguenza, contrattualmente deboli”.
Altra grave criticità è la mancanza di posti letto nelle cure intermedie e nelle terapie intensive e sub intensive e la mancata realizzazione delle Case della Salute, nonostante l’utenza le richieda a gran voce, come testimoniato anche dalla mobilitazione dei sindacati dei pensionati della provincia che, lo scorso anno, hanno raccolto oltre diecimila firme sul territorio “Le case della salute sono in alto mare – spiegano i sindacati – i posti letto sono inferiori rispetto a quanto previsto dalla normativa e, gioco forza, i pronto soccorso sono sovraffollati e incapaci di rispondere tempestivamente all’utenza, situazione che andrà peggiorando, contando che i cittadini dovranno recarsi nei PS anche per l’antitetanica”.
Il Potenziamento dei Pronto Soccorso, delle specialistiche chirurgiche e mediche nei presidi zonali e lo sviluppo di nuovi servizi di cure intermedie e domiciliari attendono risposte che sembra non arrivino mai“In questo quadro – concludono CGIL, Cisl e Uil – non possiamo che dare il via a iniziative di forte mobilitazione territoriale, coinvolgendo tutti i lavoratori della sanità e degli appalti correlati, lavoratori che, per primi insieme agli utenti, risentono di scelte su cui l’Azienda rifiuta ogni tipo di confronto”.