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1 Dicembre 2020

Supermercati DicoTuodì al concordato. Per Cgil atto unilaterale e scorretto. Incontro a Roma


Livorno, 17 luglio. La catena di supermercati Dico TuoDì, del gruppo Tuo, comunica l’attivazione della procedura di concordato in continuità con la chiusura immediata di due i punti vendita sul territorio, azione condannata fermamente dalla Filcams Cgil territoriale che lo giudica, in un comunicato, “atto unilaterale e scorretto”.Il prossimo incontro tra azienda e sindacati si terrà mercoledì, 19 luglio, in sede ministeriale. Oltre 40 posti a rischio sul territorio, 80 licenziamenti già effettuati nell’indotto, da mesi i sindacati nazionali di categoria sono impegnati in una trattativa difficile per ottenere un piano industriale. E’ il quadro della vertenza Dico, precipitata negli ultimi giorni.
L’ultimo tavolo si era concluso in tempi brevissimi e il naufragio di una trattativa, mai iniziata ma solo annunciata da parte dell’azienda, aveva portato i sindacati a indire il recente sciopero, che ha ottenuto un’ ottima adesione per il grande malessere e malcontento serpeggiante tra i lavoratori.
A pochissimi giorni di distanza, dopo aver sommariamente illustrato la grave situazione debitoria della catena, attraverso Confocommercio, Dico ha fatto pervenire ai sindacati la comunicazione di attivazione del concordato in continuità e della chiusura immediata di alcuni punti vendita, che l’azienda definisce provvisoria e volta a garantire il rifornimento dei negozi che resteranno aperti. “A Livorno – illustra la Filcams – sono due i punti vendita interessati, ma stiamo facendo ulteriori approfondimenti per capire se l’elenco che ci è stato inviato sia corretto: uno dei due punti vendita, infatti, è un franchising e ci è apparso molto strano che fosse nella lista”.
Nella stringata nota inviata dall’azienda si apprende che, per il momento, i livelli occupazionali saranno garantiti. “L’azienda procederà a far smaltire le ferie, spostare su punti vendita limitrofi o mettere in aspettativa retribuita tutti i lavoratori dei punti vendita in chiusura – prosegue la CGIL di categoria – ma queste blande rassicurazioni non giustificano il comportamento unilaterale di un’azienda reticente, che, invece, avrebbe dovuto impegnarsi in un confronto franco con le organizzazioni sindacali, cercando soluzioni prima che la situazione precipitasse”.
In conclusione della comunicazione, l’azienda si prende l’impegno di affrontare con i sindacati una discussione per fronteggiare l’emergenza sociale che la crisi della catena ha comportato. “Da mesi siamo in attesa di una trattativa – conclude la Filcams territoriale – particolarmente noi che nel nostro territorio non possiamo permetterci di veder sparire altri posti di lavoro. Ora il nostro compito sarà quello di cercare di attivare il miglior strumento di ammortizzazione sociale tale da difendere tutti i lavoratori e le lavoratrici che non sono responsabili delle politiche aziendali e quindi non possono accollarsi le conseguenze dei debiti contratti perdendo il proprio posto di lavoro”.