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29 Settembre 2020

Trasporto merci: autisti in sciopero per sicurezza e contro lavoro usurante


Livorno – 13 marzo. Per la prima volta in Toscana gli autisti del trasporto merci hanno scioperato oggi per porre l’attenzione sulle condizioni di salute e sicurezza nel settore, a seguito del grave incidente avvenuto presso la base logistica Elia di Livorno, la cui vittima, un autista mantovano di 60 anni, è rimasta gravemente ferita ed ancora- ha detto il figlio a margine della conferenza stampa di questa mattina rispondendo ad una domanda di una Tv regionale – sta lottando tra la vita e la morte.
Gli autisti toscani, riuniti in assemblea a Livorno, hanno approfondito e dibattuto i temi fondamentali per la categoria e, dal confronto, sono emerse con chiarezza le criticità da affrontare immediatamente, che sono contenute in un documento illustrato alla stampa dai segretari Cgil, Cisl e Uil di categoria, che hanno deciso di operare unitariamente in un settore d’impresa cresciuto del dieci per cento, sempre più a rischio per ridurre i tempi di trasporto.
“Le priorità per gli autisti sono il riconoscimento del lavoro usurante per il personale viaggiante e andare in pensione prima del sessantesimo anno di età – si afferma in un documento unitario sindacale – in quanto l’attuale sistema espone a rischi non solo i lavoratori, ma tutta la collettività: il lavoro, infatti, viene svolto in area pubblica dove contemporaneamente si muovono camion e cittadini ed e’ evidente che il rischio non è soltanto per chi lavora. Contrattualmente dobbiamo cambiare prospettiva, è ormai residuale la definizione di lavoratore discontinuo: i ritmi di lavoro richiesti al personale viaggiante, sempre più serrati, con nastri lavorativi che vanno dalle 13 alle 15 ore, rendono inadeguato il modello contrattuale della forfettizzazione del lavoro straordinario. I lavoratori chiedono con forza, quindi, un’ accelerazione sulla trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale, che tenga conto delle criticità emerse dal confronto odierno. La selvaggia deregolamentazione dell’orario di lavoro, poi, oltre a mettere in pericolo l’incolumità di tutti, incide fortemente sulla questione di genere, mettendo in seria difficoltà il ruolo familiare”. Nella foto: i sindacalisti in assemblea.