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22 Ottobre 2020

Una bufala, gli eroi di oggi sono quelli dei network?


(Giancarlo Sacripanti) Livorno, 3 febbraio – Nei vocabolari di lingua italiana si definisce eroe chi, in imprese guerresche o di altro genere, dà prova di grande valore e coraggio affrontando gravi pericoli e compiendo azioni straordinarie o anche chi dà prova di grande abnegazione e di spirito di sacrificio per un nobile ideale. In questa definizione linguisticamente esplicita ed essenziale per una comprensione collettiva non si intravede quella estensione invasiva che nello scenario attuale assume il significato della parola eroe. Rimane incomprensibile che nell’ambito di uno scenario pubblico, dominato in primis dalla schiera degli analfabeti, degli incompetenti, degli opportunisti, dei così detti politici, demenzialmente valutati populisticamente nel complesso ladri o indagati, si possa in qualche modo definire qualcuno eroe. Nell’attuale contesto in assenza del pensiero critico e del confronto dialettico come è possibile salire in quel mondo degli dei dove, secondo gli antichi, si poteva ascendere solo compiendo azioni straordinarie? Se è curiosamente comprensibile che Nicole Appleton, cantante delle All Saints ha lanciato l’applicazione interamente dedicata ai pets “PetScene” per mettere in contatto tramite i loro padroni, gli animali, non è altrettanto…democratico e scontato che gli innovativi sindaci stellati informino i cittadini tramite web e network, dimenticando i luoghi deputati alla partecipazione attiva. La quotidianità si può raccontare in modi diversi , ma certo che il potere dell’immagine scritta o visiva ha travisato la chiave di lettura di fatti e persone. Ogni evento viene traslato ed affogato in una miriade di personali, spesso del tutto gratuiti, giudizi e in molti casi i soggetti che eseguono il loro dovere nel rispetto della loro scelta di vita diventino gli eroi dell’oggi. Esistono anche altri opposti estremi dove è sufficiente sparare alle spalle di un ladro di polli per essere idolatrati, con doppio premio se lo “sparato” è un extracomunitario.
“Guardi che lei si è salvato forse dal mare ma io la porto… veramente molto male… le faccio passare un’anima di guai. Vada a bordo, cazzo! “Nulla da eccepire sulla assoluta professionalità del comandante De Falco che in un frangente drammatico evidenzia tutte le capacità di comando a cui è stato preparato e ricorda ad un negligente comandante, capace di abbandonare tra i primi la nave pur sapendo che sulla Costa Concordia c’erano ancora molti passeggeri in pericolo, quale fosse il suo dovere; perché De Falco viene giudicato semidivino sui network? Si potrebbe pensare che nel vuoto culturale attuale e senza riferimenti si trovi rifugio nei personaggi che appaiono come immagini di cronaca dimenticando che esistono una infinità di soggetti che quotidianamente mettono a rischio se stessi per gli altri senza alcuna notorietà e tanto meno onorificenze, ma per senso del dovere che non ha nulla a che vedere con la ritualità dell’obbedienza, lontana da ogni scelta consapevole.
La vita, la sventura, l’isolamento, l’abbandono, la povertà, sono campi di battaglia che hanno i loro eroi, eroi oscuri a volte più grandi degli eroi illustri. (Victor Hugo) giansacri@tiscali.it