Vai a…

Costa Ovestsu Google+Costa Ovest on YouTubeCosta Ovest on LinkedInCosta Ovest on TumblrRSS Feed

25 Settembre 2020

Una serata per ricordare Oscar Romero, vescovo dei poveri


Livorno, 23 marzo – “Oscar Romero. Beato fra i poveri”. È il libro, a cura di Gerardine Colotti, che sarà presentato, domani, 24 marzo alle ore 19,30, nel laboratorio della solidarietà, in piazza Monet, nel quartiere Scopaia. Sarà presente l’autrice, giornalista del Manifesto, che dirige l’edizione italiana di Le Monde diplomatique. Ed ancora autrice di poesie, romanzi, saggi, libri per ragazzi, tradotti in francese, tedesco e spagnolo.
La serata, con apericena, è stata organizzata in occasione dell’anniversario dell’assassinio di Oscar Romero, il vescovo salvadoregno ucciso dagli squadroni della morte nel 1980. “Il più grande peccato dell’umanità è l’ingiustizia sociale”, predicava. All’iniziativa hanno aderito il Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati, la Libera Università Popolare A. Bicchierini, il cirolo di Livorno Italia – Cuba.
Scrive Serena Campani sul libro.
Una figura di grande rilievo, sia per i cattolici che per i non cattolici, per l’America Latina e non solo è quella di Monsignor Romero, vescovo salvadoregno ucciso dagli squadroni della morte nel 1980 e beatificato il 23 Maggio 2015 per volere di Papa Francesco. E proprio a questo grande personaggio è dedicato questo volume monografico, uscito a Novembre
2015 per le edizioni Clichy di Firenze, nella collana Sorbonne, e curato da Geraldina Colotti, giornalista del Manifesto e scrittrice, che da anni segue da vicino la situazione dell’America Latina e i processi rivoluzionari in corso in quei luoghi.
L’opera è composta da varie parti , tutte ugualmente valide e interessanti . Si apre con una biografia che ripercorre i momenti salienti della vita di Romero, fino alla beatificazione, avvenuta a 35 anni dalla morte. Troviamo poi un bel saggio, di una quarantina di pagine, in cui la giornalista affronta le tematiche fondamentali legate a quella “figura complessa, fragile e visionaria” che è il vescovo salvadoregno, come il controverso rapporto con la Chiesa cattolica e la scelta di stare dalla parte dei poveri e di contrapporsi al governo di El Salvador. Inizialmente Romero è conservatore, fino al momento dell’uccisione, nel marzo del 1977, di padre Rulio Grande, noto sacerdote progressista dell’arcidiocesi e suo amico. Questo avvenimento segna uno spartiacque nella vita di Romero, che a quel punto si “converte” e questa scelta lo porterà alla morte. Verrà ucciso, infatti, il 24 marzo del 1980, proprio dopo aver pronunciato una durissima
omelia contro la repressione nei confronti del popolo messa in atto dal governo. Struggente è l’appello che il sacerdote lancia agli uomini dell’esercito: “Non uccidere…Nessun soldato è tenuto ad ubbidire ad un ordine contrario alla legge di Dio…” Vi è poi una sezione intitolata Parole e Immagini, in cui troviamo fotografie (in bianco e nero) di Romero
in vari momenti significa vi della sua vita, fino a quella, tristemente cruenta, dell’assassinio. E sempre in questa parte ecco le parole, stralci di lettere e di omelie, che diventano sempre più forti e potenti , fino ad arrivare all’intervista rilasciata al giornale “Excelsior”, nel marzo del 1980, poco prima di morire, dalla quale emerge la consapevolezza di avere un destino oramai segnato. Infine possiamo leggere cosa hanno detto di lui alcuni teologi, tra i quali il celebre gesuita, teologo della liberazione, Jon Sobrino, autore peraltro di una recentissima monografia sul vescovo cattolico:
“Romero. Martire di Cristo e degli oppressi”.
Il lavoro si conclude con una bibliografia, essenziale ma molto aggiornata. Sono riportati infatti solo titoli usciti a partire dagli anni 2000, tra i quali molti pubblicati nel 2015.
“Voce dei senza-voce”, “Figura di resistenza”, “Vescovo rosso”, tante definizioni per un personaggio di una così alta levatura di cui oggi si sente la mancanza. E cosa rimane di una vita dedicata alla difesa dei poveri, spesa nella lotta contro gli oppressori, immolata per difendere i diritti del popolo salvadoregno? La parola rimane. E voi potrete leggerla in questo piccolo ma grande libro.