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venerdì 20 Settembre 2019

Venezia, il Leone d’Oro a Joker di Todd Phillips


(Donatella Nesti) Venezia, 7 settembre 2018 – La Giuria di Venezia 76, presieduta da Lucrecia Martel e composta da Stacy Martin, Mary Harron, Piers Handling, Rodrigo Prieto, Shinya Tsukamoto, Paolo Virzì , dopo aver visionato tutti i 21 film in concorso, ha deciso di assegnare i seguenti premi: Leone d’Oro per il miglior film a: Joker di Todd Phillips (Usa); Leone d’Argento e Gran premio della giuria a: J’accuse di Roman Polanski (Francia, Italia); Leone d’Argento e premio per la migliore regia a: Roy Andersson per il film Om det Oandlig (About Endlessness) (Svezia, Germania, Norvegia); Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a: Ariane Ascaride nel film Gloria Mundi di Robert Guédiguian (Francia, Italia ); Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a: Luca Marinelli nel film Martin Eden di Pietro Marcello (Italia, Francia); Premio per la migliore sceneggiatura a: Yonfan per il film JI yuan tai qi hao (no.7 cherry lane) di Yonfan (Hong Kong Sar, Cina).

E’ in ogni caso già nelle sale un film presentato alle ‘Giornate degli autori’ che ha riscosso molti consensi ‘Mio fratello rincorre i dinosauri’ diretto da Stefano Cipani. Il film segue la storia di Jack che fin da piccolo ha creduto alla tenera bugia che i suoi genitori gli hanno raccontato, ovvero che Gio (suo fratello), fosse un bambino “speciale”, dotato di incredibili superpoteri, come un eroe dei fumetti. Con il passare del tempo Gio, affetto dalla sindrome di Down, per suo fratello diventa un segreto da non svelare. Con questo sentimento nel cuore, trascorre il tempo delle scuole medie. Quando Jack conosce il primo amore, Arianna , la presenza di Gio, con i suoi bizzarri e imprevedibili comportamenti, diventa per lui un fardello tanto pesante da arrivare a negare ad Arianna e ai nuovi amici del liceo l’esistenza di Gio. Ma non si può pretendere di essere amati da qualcuno per come si è, se non si è in grado per primi di amare gli altri accettandone i difetti. Sarà proprio questo l’insegnamento che Jack riceverà da suo fratello grazie a quel suo originale punto di vista sul mondo e riuscirà a farsi travolgere dalla vitalità di Gio comincerà a pensare che è davvero un supereroe.

Il film è tratto dal romanzo autobiografico di Giacomo Mazzariol che ha avuto un forte impatto sulla immaginazione del regista. “La famiglia Mazzariol è dirompente” dichiara il regista” la loro indole e il loro senso di risolutezza è un esempio di umanità. La trama del film ruota intorno a una bugia terribile, spaventosa ma spontanea. Ciò che mi premeva era portare sullo schermo le emozioni e lo stato d’animo di Jack, un ragazzino di 13 anni che si confronta con la disabilità del suo tanto desiderato fratellino. Trovo affascinante, poetico e universale l’immagine di un adolescente che scappa dalla paura, fugge il confronto e che s’innamora per dimenticare, creandosi una nuova identità. Alla luce della particolarità e unicità di una storia autobiografica come quella dei Mazzariol, offro un respiro universale nella forma, ambientando la storia in un “non luogo” perso tra le pianure del Nord e città dal sapore medioevale, senza mai nominarle; in un tempo indefinito dove si ritrovano a convivere automobili d’epoca e computer portatili. Tutto questo al fine di caratterizzare la trama con connotati favolistici a favore del punto di vista di un bambino e di un adolescente irrisolto. Sono stato volutamente crudo, coinvolgendo lo spettatore nella profonda instabilità del reale e al contempo, leggero, provocando il fantastico, delineando un mondo vintage, country, ai confini del surreale. “

Bravissimi tutti i bambini FRancesco Gheghi, Gea Dall’Orto, Maria Vittorio Dall’Asta, Saul Nanni, Roberto Nocchi, Edoardo Pagliai, Arianna Becheroni e Lorenzo Sisto. Nel ruolo dei genitori, Alessandro Gassman ed Isabella Ragonese. E c’è un simpatico cameo di Rossy De Palma, musa di Almodovar. Un film delicato e senza pietismi che mette in discussione il concetto di normalità.

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