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30 Settembre 2020

Venezia, Mostra del Cinema: successo di Paolo Virzì


(Donatella Nesti) Venezia, 4 settembre. Venti anni dopo Ovosodo Paolo Virzì torna a Venezia con il suo film ‘americano’, The Leisure Seeker, e lo fa con grande successo a giudicare dagli applausi prolungati non solo del pubblico durante la proiezione serale, ma anche dei giornalisti assai esigenti e solitamente poco generosi. Una giornata fortunata nonostante il tempo peggiorato in serata con vento forte, ma ad un livornese non può far paura il libeccio. Nel presentare i film alla stampa Virzì ha dichiarato: “Non avevo previsto che un giorno avrei diretto un film ambientato del tutto in un altro Paese. Finora mi ero sempre sottratto a progetti americani dei quali mi era stata offerta la regia. Mi hanno convinto a provare almeno a scrivere una sceneggiatura e ho promesso ai produttori: se Helen Mirren e Donald Sutherland interpretano Ella e John, faccio il film. Era solo un modo per spararla grossa e mettere le mani avanti. Il destino però mi ha spiazzato: imprevedibilmente Mirren e Sutherland hanno accettato. Poche settimane dopo facevo i bagagli per attraversare l’oceano: non potevo privarmi del godimento di condividere un’esperienza con due attori così geniali e leggendari. Ma senza alcun intento di diventare “un regista americano”. Mi sento figlio del cinema italiano, seppure ormai la condivisione globale di storie e visioni renda labili e obsoleti i confini territoriali. Anche sulla East Coast americana ho cercato di non rinunciare alle mie consuetudini di regista nato in Italia, anzi a Livorno, per usare ingredienti che ho a cuore da sempre: verità, umanità, ironia, provando a mescolare commedia e tragedia, disavventure comiche e istanti di gioia pura. Mi sembra che ne sia venuto fuori un road movie sulla libertà di scegliere ogni istante della propria vita, con la semplicità di una canzone. Una ballada buffa e triste, con qualcosa di irragionevole e di pazzoide, ma vitale e felice. Naturalmente i due interpreti sono formidabili ed al pubblico la storia è sembrata una bella scelta di libertà”.

Il film è prodotto anche da Motorino Amaranto ,si avvale della fotografia di Bigazzi e delle musiche di Carlo Virzì. Non poteva mancare un omaggio a Mascagni con un intermezzo durante il film che, nonostante sfiori i toni del melo’,non pecca mai di sentimentalismo. Inoltre Virzì ha mostrato un’America meno superficiale ed incolta di quanto sembri con il protagonista che parla di Hemingway con chiunque e trova in un cafè una cameriera che si è laureata con una tesi sullo scrittore.

Presentato ai giornalisti il secondo film italiano in concorso “Una famiglia” di Sebastiano Riso con Micaela Ramazzotti protagonista. E’ la storia di Vincenzo e Maria che vivono un’esistenza al limite, in cui il dominio psicologico di Vincenzo è evidente, molto meno evidente la ragione per cui Maria vi si assoggetta da anni. Per Vincenzo, Maria è una (l’unica?) fonte di reddito, grazie ad una fertilità che l’ha resa madre più volte, ma l’ha anche prosciugata della propria energia vitale. Per Maria, Vincenzo è (forse) stato un tempo miraggio di salvezza, ma ora è, di fatto, severo controllore. È impossibile dire altro rispetto ad una costruzione narrativa che rende inizialmente misteriosa la natura del patto stabilito all’interno della coppia. Quello che è chiaro fin da subito è che il corpo di Maria è il terreno depredato da Vincenzo, e che su quel corpo si gioca tutta la vicenda narrata da Sebastiano Riso, alla sua opera seconda dopo” Piu buio di mezzanotte”. donatellanesti@libero.it