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22 Ottobre 2020

Voli, Singhiozzi e Veleni: i cento anni di Lodoletta, La Rondine e Rapsodia Satanica


(Angela Simini) Livorno, 1 agosto. Ci stiamo avvicinando a gran passi ad una ricorrenza importantissima per noi concittadini, quella di Pietro Mascagni, che morì all’Hotel Plaza di Roma il 2 agosto 1945 ! E non solo per i livornesi, ma il mondo intero della musica e della cultura. E Fulvio Venturi che ha speso tanta parte della sua vita nella diffusione delle opere di Mascagni e nella sua conoscenza, a partire dalla composizione di libri di valore, non poteva mancare, in qualità di direttore artistico di Estate a Villa Trossi, di dedicare uno spazio alla celebrazione dell’illustre concittadino e dei musicisti che con lui condivisero studio, cultura e interessi, pur nelle grandi differenze e rivalità. Primo tra tutti, Giacomo Puccini, compagno di Conservatorio e di stanza a Milano, compagno di scappatelle, di povertà e di spartiti musicali. Quest’anno, per giunta, ricorre un centenario memorabile, che a Villa Trossi è stato ricordato con lo spettacolo “Voli, Singhiozzi e Veleni” sottotitolato : i cento anni di Lodoletta, La rondine e Rapsodia Satanica. Tre titoli importanti: nell’ordine, il primo di Mascagni, il secondo di Puccini, il terzo è stato al suo tempo una novità assoluta e cioè una colonna sonora composta da Mascagni per il cinematografo.
Ne ha parlato con ricchezza di particolari e con animazione Fulvio Venturi che ha creato curiosità e interesse intorno ad argomenti legati ad un periodo storico recente e appassionante. Opere entrambe delicate, poetiche, centrate sull’amore e sul sacrificio le prime due, mostrano contaminazioni artistiche comuni, mentre la genesi della colonna sonora è apparsa addirittura geniale, composta da un Mascagni conquistato dalla novità, dalla sperimentazione, dalla ricerca di sbocchi nuovi alla composizione musicale.
Tre giovani artisti hanno dato un bel saggio delle pagine più famose delle opere: il soprano Clementina Regina, il tenore Giuseppe Raimondo e il pianista Flavio Fiorini, che si sono distinti nella rievocazione di tre mondi diversi. Al Teatro Goldoni di Livorno i due cantanti lirici sono stati i protagonisti di “Lodoletta tra Mascagni e Puccini” (il 7 dicembre 2016, data di nascita di Mascagni) dopo essere stati selezionati tra gli allievi della masterclass tenuta da Fiorenza Cedolins e premiati con la borsa di studi del Rotary Club di Livorno. Raimondo è stato anche Edmondo nella Monon Lescaut andata in scena al Goldoni. Hanno avuto così modo di confermare la loro bravura e preparazione in un programma veramente impegnativo, magistralmente accompagnati al pianoforte da Flavio Fiorini.
Clementina Regina, graziosissima nel porgere il canto e nell’interpretazione, ha cesellato “Il bel sogno di Doretta”, dalla Rondine e “Flammen perdonami” da Lodoletta, aria difficile, con note alte, con passaggi continui, stati d’animo diversi, dalla gioia alla disperazione fino alla morte.
Il tenore Giuseppe Raimondo ha porto al pubblico “Parigi è la città dei desideri” di Puccini e “Ah, ritrovarla nella sua capanna” di Mascagni, arie appassionate, che richiedono abilità interpretativa.
Buone performance anche nei duetti: “Ma come puoi lasciarmi” e “Il canto dei fiori”.
Ma si deve rendere merito a Flavio Fiorini di essere un bravo musicista, capace di accompagnare i cantanti, e non è cosa scontata e da poco, e di eseguire a solo dei brani molto importanti. Infatti ha fatto ascoltare da Rapsodia Satanica il Prologo e lo Scherzo, eseguiti in maniera ammirevole.
Prossimo appuntamento a Villa Trossi è il 2 agosto, con una selezione di “Cavalleria rusticana” e con la presentazione del volume “ Pietro Mascagni e le sue opere” di Fulvio Venturi.