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sabato 25 maggio 2019

Voltaire, Casapound e il salone di Torino


(Luciano Giannoni) Piombino, 14 maggio 2019 – “Non condivido nulla delle tue idee, ma darei la vita per consentirti di esprimerle”.
Questa frase, che molto verosimilmente Voltaire non ha mai pronunziato, esprime perfettamente un principio base della democrazia liberale, o sedicente tale. Frase che personalmente, da comunista stalinista non pentito, ritengo essere una baggianata, ma che tuttavia è, o dovrebbe essere, il nord magnetico di tutti i democratici, o sedicenti tali…
Invece esponenti dell’intellighenzia ebraica, sinistrati fucsia, intellettuali con la penna perpetuamente in mano per firmare appelli a qualsiasi libertà, tutti insieme hanno spinto al boicottaggio del salone del libro di Torino perché era presente un editore fascista vicino a Casapound.

Ora, a prescindere che chi bruciava i libri (fisicamente o meno non cambia nulla) non era proprio un fior di democratico, mi chiedo: ma se, come credo, i vari Casapound ed Ordine nuovo sono raggruppamenti e covi di fascisti vecchi e nuovi, perché non sono mai stati, ai sensi del dettato costituzionale, messi fuori legge né dai governi Letta, Renzi, Gentiloni né dal governo “tecnico” fortemente voluto da quel tristo personaggio a nome Napolitano?
Allora mi sorge il dubbio: non è che a una ex sinistra che ha svenduto sedi ed idee e ha massacrato i lavoratori più di quanto avrebbe potuto fare la destra, faccia comodo, in mancanza di idee, poter gridare ogni tanto, e alla bisogna, al lupo al lupo, pardon al fascista al fascista!?

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