Vai a…

Costa Ovestsu Google+Costa Ovest on YouTubeCosta Ovest on LinkedInCosta Ovest on TumblrRSS Feed

20 Gennaio 2021

A Livorno oltre 95mila pensionati, ottava in Italia per importo medio


Livorno, 29 ottobre 2018. In provincia di Livorno i pensionati superano il 28 per cento dei residenti. Il valore delle pensioni si avvicina ai 2 miliardi, circa un terzo del reddito disponibile per consumi delle famiglie, e l’importo medio di 13.788 euro è tra i primi 10 in Italia. Rispetto al 2011 l’incidenza dei pensionati e degli occupati sulla popolazione residente è diminuito, mentre è cresciuta la percentuale dei residenti senza reddito da pensione o da lavoro.
L’argomento “pensioni” costituisce un importante elemento per la conoscenza del contesto socio-economico di un territorio. Per questo motivo il Centro Studi e Ricerche della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno ha ritenuto opportuno procedere ad una analisi dei dati relativi all’anno 2016 che l’INPS ha reso disponibili .
Pensioni e pensionati: numerosità e impatto sulla popolazione
Nel 2016 a Livorno sono state erogate 137.014 pensioni a 95.414 pensionati, ovvero 1,44 assegni per beneficiario (1,46 Toscana, 1,43 Italia). Le province italiane con il più alto rapporto pensioni per pensionato sono, nell’ordine: Perugia (1,56), Pesaro-Urbino (1,55) e Nuoro (1,55). Seguendo una ipotetica graduatoria nelle posizioni finali, con i valori più bassi, troviamo Siracusa, Venezia (1,37 entrambe) e ultima Bolzano (1,35).
Appare quindi evidente la posizione intermedia di Livorno nel contesto nazionale.
I pensionati costituiscono il 28,4 per cento dei residenti locali, dato in linea con quanto calcolato a livello regionale (28 per cento), ma ben al di sopra, in entrambi i casi, della percentuale nazionale (26,5 per cento). Considerando i valori in graduatoria anche in questo caso Livorno si trova in una posizione pressoché intermedia (40a nella prima parte della classifica).
Una situazione particolare interessa la recente provincia Sud Sardegna dove i pensionati costituiscono il 46,7 per cento dei residenti, la percentuale più elevata tra le province italiane: seguono con un significativo distacco Biella (33,9 per cento), Ferrara (32,6) e Vercelli (32,1). Restando sempre in Sardegna, Sassari registra il valore minimo nazionale per il suddetto rapporto (18,6 per cento).
Il 2016 è stato un anno difficile per il mercato del lavoro per l’importante contrazione degli occupati. A Livorno, alla fine dell’anno costituivano il 39,5 per cento (41,9 in Toscana, 37,6 Italia) dei residenti contro il 39,7 del 2015 (41,6 Toscana, 37 Italia). Anche in questo caso la Sardegna apre e chiude la classifica nazionale per incidenza degli occupati sul totale residenti: Cagliari, Bolzano e Modena sono le province italiane con il maggior peso degli occupati sulla popolazione residente; nelle ultime tre posizioni della graduatoria troviamo invece Palermo, Reggio Calabria e Sassari.
Sempre a fine 2016 sono mancate sul territorio provinciale altre fonti di reddito oltre quelle da lavoro, cioè le pensioni. Difatti il numero delle stesse passa dalle 138.177 del 2015 alle 137.014 del 2016 (-1.163), contemporaneamente i beneficiari passano da 96.380 a 95.414 ovvero (-966). Ciò si è tradotto in una contrazione dell’incidenza di quella parte della popolazione residente che, insieme agli occupati, finanzia la maggior parte dei consumi.
A Livorno la contemporanea contrazione dell’incidenza di occupati e pensionati sul totale residenti si è tradotta in un incremento dell’impatto sulla popolazione locale di coloro che non percepiscono redditi da lavoro o da pensione (da 31,8 nel 2015 a 32,1 nel 2016), con evidenti ripercussioni sulla propensione al consumo (-0,1). In Toscana (30,1 nel 2016) l’incidenza di quest’ultima categoria di residenti è minore rispetto a Livorno e nel confronto con il 2015 risulta lievemente diminuita (30,2). Stesso trend a livello nazionale dove il peso delle persone senza reddito da lavoro o da pensione è tuttavia più consistente (35,9 nel 2016, 36,3 nel 2015) rispetto al contesto regionale e locale. Anche con riferimento a quest’ultima categoria, quella dei senza reddito da pensione o da lavoro, Livorno presenta una situazione intermedia a livello nazionale, almeno per quanto riguarda la loro incidenza sulla popolazione locale complessiva.

Tab. 1 – Residenti con o senza reddito da lavoro o da pensione – valori assoluti e percentuale di incidenza sul totale residenti – Anno 2016
Residenti Pensionati Occupati Senza reddito da pensione o da lavoro (SRPL) Pensiona-ti/residenti Occupati/residenti SRPL/residenti
Valori assoluti % su residenti
Livorno 336.215 95.414 132.951 107.850 28,38 39,5 32,1
Toscana 3.736.968 1.046.315 1.565.908 1.124.745 28,00 41,9 30,1
Italia 60.589.445 16.064.508 22.757.838 21.767.099 26,51 37,6 35,9
Fonte: elaborazioni Centro Studi CCIAA Maremma Tirreno su dati INPS-Prometeia

Le variazioni sull’anno precedente sono deboli ma da non sottovalutare in considerazione della porzione di residenti che la categoria rappresenta. Sotto quest’ultimo aspetto il valore di Livorno non è tra i più elevati. In una ipotetica graduatoria la provincia infatti occupa la 59a posizione trovandosi quindi nella seconda metà della classifica. Il maggior impatto delle persone senza reddito da lavoro o da pensione sui residenti si riscontra a Sassari (60 per cento), Caserta (53,3) e Napoli (53,2), mentre i valori più bassi si calcolano per Biella (24,9), Cagliari (20,5) e Sud Sardegna (13,1).
Nel complesso, facendo riferimento al 2011, l’incidenza di pensionati ed occupati sulla popolazione residente risulta diminuita ovunque (Livorno, Toscana, Italia), al contrario cresce la percentuale dei residenti senza reddito da pensione o da lavoro.
Una nota a parte meritano gli 11.509 extracomunitari che in provincia di Livorno percepiscono un reddito da lavoro, da pensione oppure un assegno legato ad una prestazione di sostegno al reddito (mobilità o disoccupazione). Di questi 9.985 sono lavoratori (2.146 autonomi, 7.792 dipendenti e 47 subordinati), 580 pensionati, 908 percepiscono un assegno di disoccupazione e 36 di mobilità.
I pensionati extracomunitari sono appena lo 0,6 per cento del totale pensionati residenti in provincia, dato in perfetta media nazionale contro lo 0,7 per cento della Toscana. I lavoratori extracomunitari incidono invece per il 7,5 per cento sul totale occupati livornesi, meno rispetto al dato regionale (11,6) e a quello nazionale (8,7).
Pur ridotti nell’entità, rispetto al 2015, i pensionati extracomunitari risultano aumentati più dei lavoratori (tuttavia ben più numerosi) anch’essi in crescita in tutti i contesti presi in esame. Gli extracomunitari percettori di una prestazione di sostegno al reddito presentano un incremento soltanto a livello provinciale, mentre diminuiscono nei restanti contesti presi a riferimento.

Il valore economico delle pensioni
Sul territorio provinciale le pensioni 2016 hanno un valore economico complessivo che sfiora i 2 miliardi di euro all’anno (1,89 mld euro) ovvero quasi un terzo del reddito disponibile per consumi delle famiglie (29,2). L’impatto economico del sistema pensionistico a livello livornese si rivela più alto rispetto al corrispondente dato regionale e nazionale (25 per cento in entrambi i territori) con ciò evidenziando come il valore delle pensioni costituisca un aspetto non solo di rilievo, ma più significativo rispetto alla numerosità che invece collocava Livorno su livelli intermedi nel contesto nazionale. Ciò è confermato anche dal confronto degli importi medi annui della pensione per singolo beneficiario che a Livorno risulta più alto rispetto ai territori di benchmark.
Nella graduatoria delle province italiane per importo medio annuo della pensione Livorno (13.788 euro) si colloca in ottava posizione preceduta da province ben più “blasonate”: Milano (15.170 ), Roma (15.046 ), Trieste (14.751), Torino (14.247), Bologna (14.172), Monza-Brianza (14.074) e Genova (14.062). In fondo alla classifica troviamo Crotone con 9.417 euro l’anno a pensionato. Sotto i 10.000 euro l’anno vi sono molte altre province come Agrigento, Benevento, Cosenza, Enna, Lecce, Potenza e Vibo Valentia.
Il testo completo del rapporto sul sito www.lg.camcom.it.