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18 Maggio 2022

L'ex sindaco Filippo Nogarin (foto d'archivio)

Alluvione di Livorno, l’ex sindaco Nogarin rinviato a giudizio e Pucciarelli esce di scena


(Marco Ceccarini) Livorno, 14 gennaio 2021 – L’ex sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio colposo plurimo per la gestione dell’emergenza in occasione dell’alluvione che colpì Livorno nel 2017 e per non aver agito nonostante l’allerta “arancione” emessa della Protezione civile regionale.

Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Livorno, Marco Sacquegna, ha accolto quest’oggi, venerdì 14 gennaio, le richieste della Procura livornese. Lo stesso giudice ha invece assolto Riccardo Pucciarelli, l’ex comandante della Polizia municipale ed allora capo della Protezione civile comunale, che aveva scelto il rito abbreviato, per il quale, come per Nogarin, la Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio per il reato di omicidio colposo plurimo.

Nel corso delle indagini, coordinate dal procuratore capo Ettore Squillace Greco, i pubblici ministeri che le hanno svolte, Antonella Tenerani e Sabrina Carmazzi, hanno sostenuto che “un corretto coordinamento avrebbe permesso l’attivazione del centro operativo di coordinamento fin dal giorno precedente, dando seguito all’allerta arancione emanata alle 13 circa dalla Regione Toscana con validità dalla mezzanotte alle 23.59 del 10 settembre”.

La violenta alluvione che colpì la città nella notte tra il 9 e il 10 settembre 2017, quando sul territorio di Livorno caddero in un quarto d’ora oltre 40 millimetri di pioggia e circa 260 millimetri in poche ore, con l’esondazione del rio Ardenza e del rio Maggiore, provocò la morte di otto persone e diversi feriti, centinaia di senza tetto e danni notevoli. Le case adiacenti ai corsi d’acqua serrati, con la rottura delle tombature, furono invase da acqua, fango e detriti. Le otto persone che persero la vita furono: Gianfranco Tampucci, Roberto Vetusti, Martina Bechini, Raimondo Frattali, Glenda Garzelli, Roberto Ramacciotti, Simone Ramacciotti e Filippo Ramacciotti, quest’ultimo un bambino di appena quattro anni.

L’inchiesta per omicidio colposo fu aperta dalla Procura della Repubblica il giorno seguente l’alluvione. Le indagini, inizialmente contro ignoti, dal gennaio 2018 hanno coinvolto Nogarin, allora ancora in carica, che è difeso dall’avvocata Sabrina Franzone e dal collega Giuseppe Batini.

Lo stesso giudice Sacquegna ha invece assolto Pucciarelli, che aveva scelto il rito abbreviato, difeso dagli avvocati Anna Francini e Giuseppe Di Vetta. Le motivazioni saranno rese note nei prossimi giorni.

L’ex sindaco Nogarin, che è stato a guida di una giunta Cinquestelle dal 2014 al 2019, ha detto all’agenzia Adnkronos di essere “felice che Riccardo Pucciarelli sia stato assolto” e “sereno sull’esito del processo nei miei confronti” e ha aggiunto che “grazie all’enorme quantità di materiale tecnico e indipendente che abbiamo raccolto, dimostreremo la correttezza anche del mio operato” e “ciò che fa male è sapere che ancora per qualche anno dovrò condurre un’esistenza sospesa”.

L’udienza a porte aperte, con rito ordinario, si aprirà il prossimo 12 maggio, al mattino, davanti al giudice monocratico Ottavio Mosti.

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