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21 Gennaio 2022

Un manifesto della Mostra del cinema di Venezia (foto fornita da Nesti)

Cinema, Venezia sceglie Bong Joon-ho come presidente della giuria


(Donatella Nesti) Venezia, 16 gennaio 2021 – Anche la Mostra del cinema di Venezia pensa già alla prossima edizione con la nomina del regista Bong Joon-ho (Parasite, Snowpiercer, Memorie di un assassino) a presidente della giuria internazionale del concorso della 78esima mostra internazionale d’arte cinematografica della Biennale di Venezia, in calendario dal 1° all’11 settembre prossimi, che assegnerà il Leone d’oro per il miglior film e gli altri premi ufficiali. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale, che ha fatto propria la proposta del direttore artistico del Settore cinema, Alberto Barbera.

Bong Joon-ho nell’accettare la proposta ha dichiarato: “La Mostra di Venezia porta con sé una lunga e ricca storia, e sono onorato di essere coinvolto nella sua meravigliosa tradizione cinematografica. Come presidente della Giuria, e soprattutto come incorreggibile cinefilo, sono pronto ad ammirare e applaudire tutti i grandi film selezionati dal festival. Sono pieno di autentica gioia e di speranza”.

Alla 92a edizione degli Academy Awards, il suo Parasite ha vinto per la migliore sceneggiatura originale, per la migliore regia, come miglior film internazionale e come miglior film.
Barbera ha dichiarato: “La prima, bella notizia della 78esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia è che Bong Joon-ho ha aderito con entusiasmo alla proposta di presiederne la giuria. Il grande regista coreano è oggi una delle voci più autentiche e originali del cinema d’autore mondiale. Gli sono immensamente grato per aver accettato di mettere la sua passione di cinefilo attento, curioso e privo di pregiudizi, al servizio del nostro festival. E’ un piacere e un onore poter condividere la felicità di questo momento con i tantissimi ammiratori dei suoi film straordinari, disseminati ovunque. La scelta di affidare la giuria, per la prima volta nella sua storia, alla guida di un cineasta coreano è anche la conferma che l’appuntamento veneziano guarda al cinema di tutto il mondo, e che i registi di ogni Paese sanno di poter trovare a Venezia la loro seconda casa”.

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