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28 Settembre 2021

Un concerto nello spazio della Canaviglia (foto tratta da Qui Livorno)

Da Mozart a Puccini, musiche e contrasti nell’austero spazio della Canaviglia


(Angela Simini) Livorno, 22 giugno 2021 – Le più belle romanze d’amore, da Mozart a Paolo Tosti e Puccini sono state per gli spettatori un tuffo nella dolcezza dei ricordi.

Nell’austero spazio della Canaviglia in Fortezza Vecchia, dove la luce filtra da un’apertura nella volta, la musica ha fatto singolare contrasto con le mura antiche e in pietra, tanto più eseguita da un team di professionisti: il baritono Paolo Morelli, il soprano Barbara Terreni e, al pianoforte e alla pianola dove si alternava, il maestro Giorgio Maroni, figure note in città (e non solo), molto apprezzate per la preparazione effettiva e per il talento. La serata, organizzata da Roberto Napoli, è stata condotta con garbo e competenza dalla signora Laura Moretti, che ha illustrato sotto il profilo storico e artistico gli autori ed i brani in cartellone, tanto da far gustare meglio le esecuzioni e da ricreare le atmosfere tardoromantiche.

Grande protagonista l’amore in tutte le sue forme, l’amore ricambiato e sincero, l’amore che tende un tranello, l’amore ideale, il rimpianto, la fine, il trionfo dell’amore. Si parte con un classico intramontabile e avvincente: “Tace il labbro” dalla Vedova Allegra di Franz Lehar al quale segue di Gastaldon “Musica proibita”, cantati dal duo che ha così fatto apprezzare la piacevole fusione dei toni bassi, ma intensi di Paolo Morelli con le note alte di Barbara Terreni, fusione mai così scontata. Per raggiungerla bisogna aver studiato molto ed essere padroni di una buona tecnica. E d’altra parte la carriera di Morelli parla da sola, oltre che come interprete di vari concerti lirici, ha composto musica ed ha insegnato canto e intonazione nella Corale Pietro Mascagni della quale oggi è presidente, ha promosso e diretto spettacoli musicali. Il suo repertorio spazia nel genere lirico, nel quale vanta una preparazione sicura, come ha dimostrato nelle arie successive del concerto.

Brava, vivace interprete, addirittura civettuola in “Tace il labbro”, Barbara Terreni, unisce l’attività concertistica con l’insegnamento e alterna periodi di lavoro in città con trasferte in Europa, in Giappone e negli Usa, si esibisce anche con la Corale Pietro Mascagni oltre che in numerose performance che affronta con grande estensione di voce e padronanza di scena.

Si è poi passati all’amore ingannevole: “Là ci darem la mano” dal Don Giovanni di Mozart, dove, accompagnati dal maestro Giorgio Maroni, direttore della Corale Mascagni e compositore, sia i cantanti, sia il pianista, sono passati al repertorio settecentesco con duttilità e perizia. E’ stata poi la volta della canzone della Vilja di Lehar e della Serenata di Mascagni. La serata si è alternata con grande varietà, da Paolo Tosti, versatile compositore a cavallo tra Ottocento e Novecento, a Giacomo Puccini, alla canzone napoletana. La suggestiva Barcarolle di Offenbach, tratta dai Racconti di Hoffmann, è stata la conclusione e il momento culminante di un concerto che ha avuto il merito di porre l’attenzione sul ruolo che la canzone e la romanza hanno avuto nel contesto culturale europeo.

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