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4 Marzo 2021

Un primo piano di Lorenzo Parigi (foto d'archivio)

E’ scomparso Lorenzo Parigi, storico docente dell’Istituto musicale Mascagni


(Angela Simini) Livorno, 22 gennaio 2021 – Sconcerto e sconforto ha creato la notizia della improvvisa scomparsa del maestro Lorenzo Parigi, avvenuta il 21 gennaio sera, investito da un’auto mentre attraversava la Piazza Berlinguer a Calenzano. Un grave lutto ha colpito il panorama musicale livornese, ma soprattutto il Conservatorio Musicale Mascagni dove il M° per circa trent’anni, dal 1975 al 2004, ha ricoperto la cattedra di “Teoria e solfeggio”, poi trasformata in “Classe di Esercitazioni orchestrali”. Nella piena convinzione che gli allievi debbano esercitarsi fin da giovani a misurarsi col pubblico, ha fondato l’Orchestra Giovanile dell’Istituto nella quale ha incluso anche professori ormai affermati dell’ORT Orchestra della Regione Toscana, per promuoverne la crescita e la maturazione, secondo la didattica moderna. Sotto la sua guida, l’Orchestra ha partecipato ad importanti eventi livornesi come la riscoperta e valorizzazione dei musicisti livornesi, vedi Ranieri De’ Calzabigi, si è esibita nelle stagioni concertistiche e liriche livornesi, riscuotendo applausi e consensi, ha celebrato un concerto in Duomo in ricordo del Maestro Massimo De Bernart, grande direttore delle nostre stagioni liriche dagli anni ’90 fino al 2004. Parigi lega il suo nome anche a due momenti importanti della vita livornese e dell’Istituto Mascagni: la visita nella nostra città del Presidente Sandro Pertini nel 1981 e nel 1982 quella del Papa Giovanni Paolo II, quando il M° diresse l’orchestra e il coro dell’Istituto in un omaggio musicale dedicato ai due personaggi. “Entusiasta della musica e dell’insegnamento”, come lo definisce il collega Ilio Barontini, celebre pianista livornese, Parigi non si è risparmiato nel suo intento di valorizzare il Mascagni, per facilitarne il passaggio da Istituto parificato a Conservatorio.

Musicista di talento, si è avvalso di una solida preparazione: dopo lo studio del pianoforte, si è dedicato alla composizione e direzione d’orchestra nei conservatori di Firenze, Bologna e Torino. Nel 1977 aveva vinto una borsa di studio dell’Accademia Chigiana di Siena , si è perfezionato in direzione d’orchestra a Vienna ed a Hilversum in Olanda. Ospite di importanti orchestre italiane, tra cui degli enti lirici di Trieste, Verona, Genova e Cagliari, ha più volte collaborato con l’O.R.T. Nel 1992 ha diretto a Praga lo “Stabat Mater” di Rossini in occasione del bicentenario della nascita del musicista pesarese e si è fatto onore anche all’estero: in Inghilterra, in Germania ed in Svizzera. In prima assoluta ha diretto spettacoli di balletto con Carla Fracci. Oltre al talento, quello che ha sempre colpito di lui e che gli ha valso grande simpatia e stima tra gli allievi, la città e le sue istituzioni sono state la determinazione e la severità unite ad un modo brusco, ma comunque pieno di empatia e di spirito ironico. Il M° Renato Meucci, attuale Direttore del Mascagni, ha commentato la figura di Parigi: “Pur non avendo avuto l’occasione di collaborare direttamente con lui, la sua figura “storica”, il cui ricordo è tuttora vivo nei colleghi e nei giovani che sono stati suoi studenti, mi è ben presente e desidero rappresentare in questo frangente il cordoglio e il dolore di tutto il Mascagni per questa perdita insanabile”. Tra i ricordi più belli citiamo quello del pianista Ilio Barontini: “ Un collega indimenticabile ! In sua compagnia il tempo volava, anche in sede di esami, quando con le sue uscite metteva a proprio agio gli allievi e divertiva i colleghi: lavorava con serietà e stemperava la tensione. Da lui sono stato diretto in occasione di un concerto in cui si eseguivano le composizioni del Maestro Luigi Orlando per pianoforte e orchestra: ne ho un ricordo eccezionale!” ed aggiunge che da stamani la sua WhatsApp è letteralmente invasa dalle testimonianze di cordoglio degli allievi di Parigi. Anche la violinista Renata Sfriso ricorda “ Ha portato l’orchestra a suonare in Inghilterra e, sfoderando la grinta si faceva obbedire, ma univa il tutto ad uno spirito ironico e umoristico che gli valeva l’affetto incondizionato degli allievi”.

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