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lunedì 14 Ottobre 2019

Esistenze capovolte, bene il reading di Titti Marrone alle Cicale Operose


(Simone Consigli) Livorno, 16 settembre 2019 – Continuano i reading delle giornaliste scrittrici al circolo Le Cicale Operose. Dopo la romana Gilda Policastro, poetessa e redattrice di una rubrica su La Repubblica, è la volta della partenopea Titti Marrone, scrittrice di romanzi e giornalista affermata, specializzata in storia e questioni di genere. Scrive per Il Mattino dal 1980, dal 2013 ne è collaboratrice, ed attualmente lavora per l”Huffington Post e insegna giornalismo all’università dal 1996.

La Donna Capovolta è l’ultimo romanzo di Titti Marrone, presentato al pubblico del Circolo intellettuale di Federico Tortora e Mariastella Diotaiuti che prosegue nelle sue tematiche a tinte rosa in difesa delle donne. Il tema del libro La donna Capovolta è il fenomeno delle badanti e la cura dei genitori anziani. “Siamo tutti e tutte capovolti – inizia così la scrittrice napoletana – i nostri percorsi da giovani, la voglia di cambiare il mondo e capire da grandi che è il mondo che ci ha cambiati e capovolti”. L’invecchiamento dei genitori e la crescita dei figli, l’adulto moderno si trova stretto tra due fronti, in una situazione “sandwich”, così la definisce Titti Marrone. La storia del libro è la vicenda di Eleonora, italiana, professoressa universitaria, alla ricerca di aiuto per la sua mamma anziana e della badante moldava Alina.

Eleonora è inserita socialmente a tutti i livelli e viene a sontrarsi con la semplicità della badante Alina, donna dell’Est, che non perde occasione per maledire Gorbaciov e la fine del comunismo. Il romanzo è autobiografico e parte dall’esperienza negativa della scrittrice: “le difficoltà che ho dovuto superare con mia madre, l’esperienza che ho vissuto, mi hanno aiutato a rendermi conto in prima persona della realtà dei pregiudizi e della sofferenza”. Prendersi cura dei nostri anziani è un dovere: “ci è inevitabile, la consapevolezza non attenua il senso di colpa – argomenta Titti Marrone – il principio della cura dovrebbe essere al centro di ogni discorso, pubblico e privato, ma cura – sottolinea – vuol dire responsabilità e quindi fatica, quanto è difficile prendersi dei compiti?”.

Per Titti Marrone la cura dell’altro è una skill soprattutto femminile, il focus del romanzo investe anche vicende politiche e sociali, la moldava Alina è la stigmate simbolica del fenomeno badanti sempre molto attuale nel nostro paese: “per Sindrome Italia ormai si intende una patologia riconosciuta derivante dallo sradicamento dalle famiglie delle badanti dell’est – racconta Titti Marrone – ovvero il disadattamento di donne tolte dai loro mariti e dai loro figli anche per quindici anni e che non riescono a integrarsi nelle nostra società”. La giornalista-scrittrice napoletana ha proseguito la serata con una lettura di un’ora di brani del suo nuovo romanzo, intervallata dalle domande degli spettatori, in conclusione c’è stata la cena insieme all’autrice e un concerto.

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