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29 Novembre 2020

Esposto dei passeggeri bloccati nel treno a Berceto, una testimonianza diretta


(Simone Consigli) Livorno, 13 dicembre – Trappola nel ghiaccio a Berceto per i passeggeri del treno Milano-Livorno di domenica 10 dicembre. Brutta disavventura per centinaia di viaggiatori tra quali parecchi livornesi. Il treno regionale della compagnia Trenitalia parte alle ore 17.05 da Milano. Arriverà a Livorno la mattina dopo alle 7.30 al termine di una vera e propria odissea. Fino alla stazione di Berceto tutto procede tranquillamente, poi a causa del gelo che nel primo vero giorno di freddo dell’anno ha attanagliato il centro Italia, il treno è costretto a fermarsi per il congelamento dei cavi elettrici dell’alta tensione della linea ferroviaria. Dapprima viene comunicata la causa dell’arresto del convoglio, poi seguono altre comunicazioni che annunciano l’inizio dei lavori di ripristino della linea elettrica. Passano due ore e non accade nulla. Iniziano allora i paradossi di questa brutta vicenda. Tra i passeggeri inizia a serpeggiare il disagio, la fame e la rabbia. In molti non riescono a spiegarsi il perché una linea ferroviaria possa bloccarsi per pochi gradi sotto lo zero. Intanto si susseguono all’interfono del treno altri annunci, che comunicano che per motivi ignoti i passeggeri che devono andare a Parma, Aulla e Spezia saranno costretti a scendere e cambiare treno. Questo avviene dopo un’altra ora e mezzo. I passeggeri diretti a Livorno sono invece costretti a rimanere sul treno in attesa. Segue un altro annuncio che comunica la riparazione e in seguito dopo altre due ore che si ripartirà quando verrà sostituita la macchina locomotrice che deve essere sostituita. Quando arriverà il nuovo locomotore e il treno ripartirà sono le 3.30 e saranno passate otto ore dall’arresto. In questo lunghissimo lasso di tempo per prestare soccorso ai passeggeri stanchissimi sopraggiunge la protezione civile con biscotti, acqua, paste, thè caldo e coperte, i carabinieri e un’ambulanza per eventuale emergenza che per fortuna non c’è stata. Prima di concludersi questa brutta disavventura, narra un altro capitolo che ha davvero dell’incredibile: i passeggeri diretti a Pisa non possono scendere nella loro stazione. La stazione di Pisa viene saltata a piè pari e il treno non si ferma. Le ragioni di questo ennesimo anello di una notte di inciampi, guasti e disservizi non viene spiegata e appare veramente assurda. Tra i passeggeri esplode di nuovo la rabbia, stavolta feroce. Il treno riparte e termina la corsa a Livorno. I passeggeri hanno raccolto nomi e firme per presentare un esposto. Nelle foto la pensilina della stazione.