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27 Settembre 2022

Francesco Ferrari (foto tratta da Facebook)

Ferrari e Parodi contro Giani: “La strada 398 non c’entra nulla col rigassificatore”


(Alex Turrini) Piombino, 4 agostro 2022 – Il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, prende posizione assieme all’assessore alle infrastrutture, Giuliano Parodi, sulla questione del rigassificatore, verso la cui i piombinesi si sono espressi contro in più occasioni, polemizzando col presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, evidenziando che la realizzazione della strada 398 nulla ha a che fare con la nuova strada di accesso alla città.

Attraverso una nota, il primo cittadino e il suo assessore, hanno affermato: “Partendo dal presupposto che non ci sono compensazioni che tengano davanti al danno che il rigassificatore può causare a Piombino, che il commissario Giani continui a parlare della 398 come una delle voci del suo memorandum è al limite del surreale ed è gravemente offensivo nei confronti dei cittadini. Il percorso amministrativo e il cronoprogramma per la realizzazione della seconda strada di accesso in città è stabilito da molto prima che si iniziasse anche solo a parlare di emergenza energetica”.

Ferrari e Parodi hanno poi aggiunto: “L’affidamento dei lavori per il primo lotto da parte di Anas risale al maggio 2021 ed è coerente con la programmazione, stabilita ben prima, che prevedeva l’inizio dei lavori tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, a seguito dei monitoraggi che l’azienda sta svolgendo proprio in questi mesi. Il Comune ha incontrato l’impresa che eseguirà l’opera a gennaio di quest’anno e in quell’occasione è stato illustrato l’iter procedurale e le tempistiche di realizzazione. Inoltre, il secondo lotto è già finanziato e siamo nella fase della redazione del progetto esecutivo da pare dell’Autorità di sistema portuale”.

Per il sindaco di Piombino e l’assessore alle Infrastrutture il fatto che “il commissario Giani provi a far passare quest’opera come una misura di compensazione per il danno che accogliere la Golar Tundra può causare alla città non è solo ridicolo e offensivo, ma anche preoccupante: se il tenore delle compensazioni di cui tanto parla è questo, ovvero spacciare un progetto già avanzato come merito del suo memorandum, c’è il concreto rischio che Piombino ne esca ancora una volta con in mano un pugno di mosche. Non solo il danno, anche la beffa”.

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