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8 Dicembre 2022

Un momento della manifestazione

Giustizia per Denny, fiaccolata e rabbia per chiedere che non vinca l’omertà


(Tony Faini) Livorno, 12 settembre 2022 – C’erano i familiari e c’erano gli amici più stretti con lo striscione “Giustizia per Denny”, poi altri amici, parenti, conoscenti, semplici cittadini che sono voluti essere presenti, ieri sera, alla fiaccolata che ha preso il via dai Quattro mori e si è conclusa formalmente in piazza della Repubblica, anche se in molti hanno proseguito fino a Fiorentina, fino al civico 2 di via Giordano Bruno, dove lo scorso 22 agosto il giovane Denny Magina ha perso la vita in circostanze ancora da chiarire, precipitando dal quarto piano di un appartamento. C’erano tante persone alla manifestazione organizzata per chiedere giustizia. Ma soprattutto c’era la madre, la signora Erika, che teneva in mano una foto del figlio ritratto col volto sorridente.

Almeno un migliaio di uomini e donne hanno sfilato in via Grande, dirette sul Voltone, come una volta veniva chiamata piazza della Repubblica, scandendo slogan ed esibendo striscioni o magliette con scritto “Mai più un altro Denny” o “Poteva essere tuo figlio”.

Il corteo si è fatto sentire con fischi e battiti di mani. In via Giordano Bruno, poi, la rabbia è stata più forte. Uno striscione nel cortile dove si è consumata la tragedia recita: “Denny sempre con noi, che giustizia sia fatta”. Una signora urla: “Vergogna, vergogna, vergogna!”. E un gruppo di giovani donne intona un coro: “Siamo tutte mamme come Erika”. Un signore, con il capo chino, dice: “Aveva l’età di mio figlio”. E non sono mancate le accuse all’Amministrazione comunale, rea di aver sottovalutato, secondo alcuni, la situazione di pericolo che vivono i residenti di Fiorentina e della zona di via Garibaldi.

“Ci hanno detto che non c’è violenza reale, ma che è un problema di percezione”, urla con rabbia un signore che a voce alta chiede che sia fatta giustizia.

“Organizzeremo altre manifestazioni”, dice un uomo. “Saremo sempre di più e scendremo in piazza fino a quando non avremo giustizia”, promettono gli amici alla mamma di Denny. Poi la folla, gradualmente, si dissolve. La gente inizia ad andare a casa. Ma rimane il ricordo di una serata forte, decisa, dove i livornesi, stringendosi attorno ai familiari e agli amici di Denny, hanno chiesto e chiedono una città più sicura e vivibile.

Ed oggi? Oggi Livorno si sveglia e non può non ripensare alla grande fiaccolata di ieri. In questo lunedì 12 settembre risuona ancora più forte la richiesta di giustizia urlata e pretesa ieri. Gli inquirenti stanno indagando a tutto tondo, ma determinante sarà la collaborazione di chi abita nella zona, di chi ha visto e sa qualcosa. Senza il loro contributo sarà più difficile rendere giustizia alla memoria di Denny. Ma, secondo quanto si apprende, non manca chi sta aiutando gli investigatori. Perché, come recita una striscione appeso lungo la pubblica strada, in via Giordano Bruno: “Chi tace è complice”. Ed è a Livorno non può esistere l’omertà!

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