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29 Settembre 2020

L’8 gennaio al Goldoni va in scena il Pesce d’Aprile, storia di una rinascita


(Simone Consigli) Livorno, 7 gennaio 2020 – Domani, mercoledì 8 gennaio andrà in scena “Pesce d’Aprile”, al Teatro Goldoni, alle ore 21.

Lo spettacolo, che ha già riscosso molto successo in tutta Italia in due anni, è alla seconda data in tutta la Toscana, dopo la replica del 6 dicembre a Volterra. Il bravissimo e famosissimo Cesare Bocci, alias Mimì Augello nella nota saga televisiva “Il commissario Montalbano”, presenta la sua commedia insieme a Tiziana Foschi, con la supervisione di Peppino Mazzotta.

La pièce teatrale è tratta dall’omonimo libro del noto attore e di sua moglie, Vincenza Spada, edito da Sperling & Kupfler.

Che cos’è un pesce d’aprile? Un evento inatteso, impossibile da prevedere, in grado di farti precipitare dalle stelle della felicità agli abissi della più profonda disperazione.

La storia è autobiografica e narra la rinascita umana, come donna e come mamma, della moglie di Cesare Bocci, Vincenza Spada, colpita da un ictus durante l’allattamento della bambina appena nata. Rinascere, cercare un’altra vita, con la stessa dignità e la stessa gioia nonostante un evento così tragico, un “ictus” si legge nel manifesto dello spettacolo, “lo scherzo del destino che ci ha reso più forti”.

Diventare disabili può sembrare la fine di ogni cosa, ma non è così se si trova la forza di ripartire e abbiamo accanto le persone che ci aiutano e ci vogliono bene. Allora può diventare un’esperienza positiva e di crescita, è questo il forte messaggio della serata patrocinata dall’Anffas, in collaborazione con il Comune di Livorno e l’Associazione Afasici Toscana.

Lo spettacolo andrà in scena alle 21 ma sarà preceduto alle 16 e 30 nelle sale del teatro da un incontro di approfondimento dedicato all’Afasia e alla disabilità in genere, che vedrà la partecipazione di professionisti, persone afasiche e rappresentanti delle associazioni di settore.

Aprirà la serata il cantautore siciliano Nicolò Elios Galizia con una canzone dedicata all’Afasia e l’Associazione Paraplegici Livorno contribuirà all’organizzazione dell’evento con un servizio di trasporto gratuito, realizzato con i propri mezzi accessibili.

“Lo spettacolo dimostra che la disabilità non è una sciagura o un lutto”, dichiara Valerio Vergili di Capire un’H, l’associazione che si occupa dell’organizzazione tecnica della serata, “ma qualcosa da comprendere e sostenere, si tratta di superare i propri limiti, dimostrando che si può tornare a vivere all’interno della società”.