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25 Settembre 2020

La viceministro Laura Castelli (foto libera da diritti tratta da Wikipedia)

Le innovazioni della viceministro Castelli


(Mario Bueno) Livorno, 21 luglio 2020 – C’è un modo per rendere accettabile o addirittura “profonda” qualsiasi stupidaggine si dica: basta farla precedere da enunciati del tipo “occorre adeguasi al nuovo”, oppure “bisogna essere creativi”, od ancora “non si possono continuare a seguire i vecchi schemi”.

Prospetta il nuovo, meglio ancora, parla di “sconvolgenti novità”, invita alla “creatività”, condanna i “vecchi schemi” e potrai dire qualsiasi scemenza. Apparirai una persona “profonda” che “guarda lontano”.

La viceministro grillina, signora Laura Castelli, ha invitato i ristoratori a cambiare mestiere. Bisogna adeguarsi al nuovo, al mutare degli “stili di vita”, ha detto. Quindi niente più ristoranti, trattorie o pizzerie. Bisogna “innovare”. Innovare per fare cosa? Questo la signora Castelli non lo ha detto, ma si tratta di un dettaglio di poco conto. L’importante è “innovare”, perbacco. “Che mestiere fai?”, “faccio l’innovatore”. “Cosa vendi nel tuo negozio?”, “innovazioni”. Più bello di così, si muore.

E’ vero, ristoranti, osterie e trattorie, esistono da tempo immemorabile ed hanno superato innumerevoli modifiche degli “stili di vita”. Ma questi sono, di nuovo, dettagli. La signora Castelli è molto, molto innovativa. Sogna un mondo senza ristoranti e pizzerie, come del resto, senza auto, centrali elettriche, oleodotti, acciaierie e tante altre cosette poco “innovative”
Sogna un mondo pieno di “innovazioni” e monopattini. Il paradiso in terra.