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martedì 16 ottobre 2018

Livorno e il piano strutturale approvato dal M5s. Critiche le opposizioni


Livorno, 28 luglio 2018. Stop all’espansione indiscriminata del territorio urbanizzato, apertura a nuove forme di sviluppo economico, valorizzazione e tutela delle aree agricole, individuazione delle zone a vocazione produttiva e di quelle a vocazione turistico ricettiva, potenziamento degli assi viabilistici nord-sud e est ovest per liberare dal traffico in eccesso il lungomare, creazione di un tessuto urbano resiliente. Sono le linee d’indirizzo del piano strutturale della città, quello che in passato veniva indicato come piano regolatore, approvato in consiglio comunale a stretta maggioranza M5s, illustrate in una nota dettagliata dal Comune. Il piano è stato criticato dalle opposizioni e dal Pd e in un documento unitario da Ance-Confindustria, Confesercenti, Confcommercio, Cna. Per i non addetti ai lavori, si spiegava, il piano strutturale “rappresenta il quadro generale delle scelte di programmazione futura della città; l’indirizzo politico-urbanistico da oggi ai prossimi decenni: quale sarà la Livorno futura, le attività favorite e quelle ritenute incompatibili, i nuovi progetti, le riqualificazioni, ecc”. Si aggiungeva che “dopo un lunghissimo percorso di elaborazione, avviato dall’Amministrazione precedente oramai nove anni fa, l’istruttoria che l’attuale Amministrazione ha svolto e’ stata del tutto “irrituale “, evitando consultazioni e confronti che rappresentano la base per l’adozione del più importante strumento urbanistico”. Ed ancora: “Limitatissime sono state, infatti, le occasioni di vero confronto con la cittadinanza, le categorie economiche, i professionisti”. Si affermava inoltre che il Consiglio Comunale, avrebbe discusso l’argomento “rubricato nientemeno che al dodicesimo punto all’ordine del giorno, a conferma della trascuratezza con cui questa Amministrazione ha ritenuto di trattare lo strumento da cui dipenderà l’assetto urbanistico, economico e sociale per i prossimi decenni”.
Un’Amministrazione, come quella attuale – si sosteneva nella nota – che si autodefinisce attenta ai bisogni della popolazione, avrebbe dovuto dedicare, quantomeno, una seduta apposita alla discussione della proposta di Piano e non affogarlo in mezzo ad altri argomenti pur importanti ma certamente non quanto il Piano strutturale”.
Poi l’affondo che ha visto protagonista lo stesso progettista architetto Cagnardi, che “lo scorso 14 luglio, si è trovato a presentare il Piano davanti ad una Commissione Consiliare desolatamente deserta; un ulteriore segnale dell’inefficacia della fase concertativa sul Piano che ha caratterizzato anche il rapporto con le categorie economiche e gli ordini professionali”.
“In sostanza un’altra occasione persa – sostenevano Ance Confindustria, Confesercenti, Confcommercio e Cna – con l’aggravante che il nostro territorio è stato catalogato area di crisi complessa. Si tratta di una ulteriore conferma della superficialità con cui questa Amministrazione gestisce le criticità del territorio, com’è dimostrato dal fatto che a ben tre anni dalla firma dell’Accordo di Programma niente si è effettivamente mosso”. Le conclusioni: “Portare il Piano in discussione il 26 luglio significa oltretutto comprimere ulteriormente gli spazi di dibattito, di confronto e di contributo prima della sua definitiva approvazione”.
L’Amministrazione Comunale da parte sua ha illustrato il piano strutturale in un comunicato che sottolinea i punti cardine del nuovo piano Strutturale, “che arriva a 22 anni di distanza dall’ultimo strumento di pianificazione strategica (il vecchio piano strutturale) approvato dal Comune nel 1996 e che è il frutto di un lungo lavoro in sinergia tra gli uffici del Comune e l’Associazione temporanea di imprese guidata dall’architetto Augusto Cagnardi e composta da tre studi di progettazione (Gregotti Associati, Sintesis, Modimar).Il provvedimento è stato approvato lo scorso 18 luglio dalla maggioranza dei componenti della IV Commissione Consiliare, dopo un lungo iter che ha visto 6 incontri pubblici aperti a tutti i cittadini e 13 passaggi in commissione”.
“Finalmente – sottolinea l’assessore comunale all’urbanistica Alessandro Aurigi – Livorno ha un nuovo Piano Strutturale che fissa le linee guida del futuro sviluppo della città e pone fine alla cementificazione indiscriminata. All’espansione della città abbiamo preferito il recupero e la riqualificazione dell’esistente. Allo svuotamento delle aree rurali abbiamo preferito il loro rilancio e il recupero dell’agricoltura professionale e amatoriale. All’utilizzo del viale Italia come principale asse di collegamento nord-sud, abbiamo preferito il potenziamento della cerchia dei viali e della variante Aurelia. Un piano strutturale che, proprio per questi motivi, segna uno spartiacque nella storia della città. Ecco perché possiamo parlare di piano del cambiamento”.
La nota così sintetizza il piano, che dovrebbe essere al centro dello sviluppo della città futura.
DIVISIONE TRA CITTA’ E CAMPAGNA
Il piano strutturale definisce il perimetro del territorio urbanizzato, identificando un confine tra la città costruita e le aree rurali della campagna, così come previsto dalla legge regionale 65/2014.
Con l’azione del nuovo piano, non sarà più possibile costruire nuovi edifici residenziali all’esterno del margine dell’area urbanizzata, mentre le tipologie non residenziali dovranno seguire un percorso di pianificazione condivisa con la Regione e ad altri enti territoriali.
All’interno, invece, sono previste numerose aree di rigenerazione sulle quali si concentrano, in alcuni casi anche con un meccanismo di premialità, la maggior parte delle superfici per nuove edificazioni destinate alla riqualificazione urbana.
“In sostanza – spiega Aurigi – fuori dal territorio urbanizzato sarà molto più complicato costruire nuovi volumi, mentre all’interno se ne potranno costruire di nuovi, si potranno riqualificare e recuperare le strutture esistenti, anche aumentando la densità urbana negli ambiti previsti”.
Per quanto riguarda le aree rurali, invece, viene valorizzato il presidio del territorio rappresentato dalle attività agricole professionali e amatoriali, con le dovute limitazioni delle aree di pregio ambientale.”
AREE DI RIQUALIFICAZIONE
Per disegnare le opportunità del futuro della città, sono state individuate 35 aree, di cui 28 di riqualificazione urbana e 7 di riqualificazione ambientale.
L’impostazione decisa dall’amministrazione vede la maggior parte di queste aree concentrate nella zona nord della città (Forte S. Pietro, Garibaldi, Luogo Pio, San Marco, quartieri nord, stazione marittima, via Firenze, Aurelia nord, ecc.) ed alcune anche dell’ambito territoriale a sud.
“Queste sono le aree che vedranno i cambiamenti più significativi per l’intero territorio urbano – sottolinea l’assessore – Penso ad esempio allo spostamento del Rivellino e alla rigenerazione di questa zona nel cuore della Venezia. Ma anche la riqualificazione del quartiere San Marco che potrà essere collegato al resto del centro della città con un nuovo sistema viabilistico, beneficiando del nuovo asse ferroviario che collegherà piazza Dante alla Stazione Marittima. Abbiamo inoltre identificato l’area dell’attuale Ospedale e del complesso ex Pirelli, come quella deputata anche in futuro al nuovo presidio ospedaliero rinnovato. Per ciascuna di queste 35 aree abbiamo individuato funzioni diverse e possibili, che danno appunto l’idea di come potrà essere la Livorno del futuro. L’area di Livorno Nord, ad esempio, potrà ospitare in futuro un polo fieristico, piuttosto che un crossodromo o un autodromo, ma anche un polo tecnologico per la ricerca sulla blue e green economy. Idee chiare dunque per nuove forme di sviluppo economico di una città che per troppo tempo è stata gestita senza una pianificazione coerente ed alternativa alla mera costruzione di case. A sud, invece, dovranno svilupparsi le maggiori opportunità per incrementare l’economia del turismo, altro tema cruciale che dovrà caratterizzare la città del prossimo futuro”.
VIABILITA’
Un altro importante tassello riguarda la viabilità.
Il nuovo piano strutturale prevede una conversione di viale Italia in viabilità di interesse locale, per destinare il traffico veicolare lungo la direttrice nord-sud della Variante e lungo i viali dell’Aurelia che potranno essere potenziati dal punto di vista infrastrutturale. Il piano prevede anche la possibilità di realizzare un nuovo sottopasso ferroviario in corrispondenza del cavalcavia delle Terme del Corallo anche per valorizzare al meglio l’edificio monumentale. Inoltre è previsto un nuovo asse trasversale tra viale Italia, via Bat Yam e l’Aurelia e tra via M.L. King e la Variante. Questo intervento permetterebbe la modifica del senso di via del Mare che potrebbe diventare unico, migliorandone molto la sicurezza e la fruibilità.
Infine, i posteggi. Il nuovo piano strutturale prevede la possibilità di realizzare 15 nuovi posteggi interrati. Alcuni dei quali completamente nuovi, come quello del Gymnasium in viale Ippolito Nievo, funzionale alla realizzazione del nuovo ospedale, ed altri, già esistenti ma di superficie, che invece potrebbero essere spostati sotto terra riguadagnando gli spazi a raso come piazze pedonalizzate. Anche lungo la costa sul sarà possibile prevedere la realizzazione di parcheggi degli spazi delle ex cave, implementando i servizi per la balneazione lungo la storica Strada dei Cavalleggeri.

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