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13 Maggio 2021

Lo chef artista Nardi, elbano di Campiglia, porta la Toscana a un passo dalla finale di Cuochi d’Italia


(Stefano Bramanti) Portoferraio, 7 aprile 2021 – Gurguglione, contorno classico all’elbana, zuppa d’ova, tagliolini al Favollo, ma pure una ribollita di mare, poi trippa di Gronco coi fagioli. Sono alcuni dei piatti portati alla ribalta, a Tv 8 di recente, dallo chef dell’Elba Michele Nardi nella sfida televisiva “Cuochi d’Italia”, che ha avuto l’onore di rappresentare la Toscana in una sfida ai fornelli tra le venti regioni. In concreto ha finito per esaltare soprattutto i menu dello “Scoglio”, come Gaspare Barbiellini Amidei, grande giornalista amava chiamare l’Elba. E il Nardi isolano è stato tra i cinque chef rimasti in gara, ma non è arrivato alla finale per discutibili sentenze della giuria.

Nel match contro Rita, cuoca rappresentante il Lazio, la donna ha preparato una trippa in modo tradizionale, mentre Michele ha voluto elaborarla rendendo il piatto più attuale. E i voti hanno apprezzato la versione tradizionale e non la tradizione con innovazione. Nel secondo round, con menu a base di Gronco, il Nardi è andato oltre e nella mezzora a disposizione ha voluto stupire preparando 4 versioni (vedasi foto): con la coda ha fatto un brodetto gustoso, con le parti meno liscose dei filetti fritti, quindi il Gronco in umido e infime con la pancia del pesce una trippa con fagioli.

“Sono stato fiero della mia performance”, ci ha detto, “e la giuria si è espressa con ammirazione e ha plaudito alla mia impresa, ma poi la votazione non ha reso e il punteggio totale ha favorito il Lazio”. E sono stati centinaia i messaggi di contestazione arrivati sui social, ma Michele è soddisfatto lo stesso. “Sono molto soddisfatto per essere riuscito ad arrivare così avanti nelle varie sfide, mettendo il luce l’Elba e i suoi sapori”. Un discreto spot conquistato quindi dallo chef originario di Campiglia, ma da decenni adottato dall’Elba. Lui è un po’ il reuccio dell’isola in fatto di bravura in cucina.

Dopo tre anni di un concorso culinario a Capoliveri, tra i migliori cuochi locali, vinto sempre dal Nardi è stato deciso di chiudere tale gara, stante lo strapotere. Michele, allievo del celebre Alvaro Claudi, si è cimentato anche negli Usa, è stato primo cuoco in vari alberghi tra cui all’hotel Cernia di Patresi dove gestì una favolosa “Cena delle 100 ciotole”, in cui espresse bontà legate alla storta millenaria dell’isola, corredando le portate con vere opere d’arte, poi all’agriturismo del Montefabbrello di Portoferraio, mettendo in tavola la natura con prodotti a km0 e in particolare una pappa al pomodoro mondiale. Questo è il Nardi: uno chef artista che dà emozioni.

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