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18 Maggio 2022

Nelle sale di Livorno e provincia l’Eroe di Farhadi, candidato all’Oscar


(Donatella Nesti) Livorno, 8 gennaio 2022 – “Un eroe”, il film del regista iraniano Farhadi, vincitore a Cannes del Gran Premio della giuria e candidato all’Oscar, è ora nelle sale toscane e livornesi, distribuito da Lucky red. Il film è ambientato a Shiraz, culla delle cultura persiana, dove si trova la necropoli rupestre achemenide, con le tombe a tempio di Dario, Serse e Artaserse. Ed è in questo favoloso scenario che incontriamo il protagonista di ‘Un eroe’, Rahim, (interpretato dall’attore Amir Jadidi ) un trentenne in permesso premio dal carcere dove si trova per non aver pagato un debito. Rahim, separato dalla moglie, cerca aiuto dal cognato che lavora al sito archeologico e conta sulla sorella che si occupa del figlio adolescente affetto da balbuzie. Il regista, considerato il genio della sceneggiatura, ci immerge subito nella storia che si dipana come un thriller psicologico lungo tutta la pellicola. Rahim restituisce alla legittima proprietaria un borsa contenente delle monete d’oro trovata per caso ad un fermata dell’autobus. Un fatto di cronaca di minore importanza che non meriterebbe più di qualche riga nelle pagine di cronaca locale. Come nei film del nostro neorealismo, il fatto è ripetuto mille volte come accade al protagonista di ‘Ladri di biciclette’ e la stessa cosa avviene al protagonista Rahim il quale per prima cosa racconta le proprie gesta ai dirigenti del carcere, poi al pubblico della televisione ed in seguito a delle associazioni caritatevoli. Rahim, grazie ai social, diviene un eroe popolare, ma presto si scopre che la borsa è stata in realtà trovata dalla fidanzata dell’uomo ed ecco che, grazie ai media ed ai social, la felicità dell’uomo si trasforma in un incubo con una continua rimodulazione dell’opinione pubblica che l’era di internet comporta.
Farhadi è tornato a girare nel suo paese, l’Iran, dopo la parentesi in Spagna (Tutti lo sanno, 2018), e ha ritrovato la patria delle sue capacità, quella che gli ha fatto già vincere con ‘Una separazione’ (2011) e poi con ‘Il cliente’ (2016) l’Oscar per il miglior film straniero ed ha ritrovato la vena dei ‘thriller dell’anima’ con intensi intrighi narrativi. Il film genera un senso di spiazzamento nello spettatore, sfiorando l’ambiguità e lasciandoci a metà strada tra il bene ed il male costringendoci a porci domande.
“Come ovunque nel mondo, i social media hanno acquistato un peso cruciale nella vita degli iraniani, “ dice il regista” si tratta di un fenomeno abbastanza recente, ma il suo impatto è tale che è difficile ricordare come fosse la vita prima che esistessero. La mia personale esperienza mi porta a credere che questo sia ancora più ovvio per la società iraniana che altrove. Credo che dipenda, appunto, dalla nostra situazione socio-politica”.

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