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2 Luglio 2020

La bandiera della Cgil Flai (foto d'archivio)

Nuova Londi, la Cgil denuncia una situazione “ormai insostenibile”


Livorno, 24 giugno 2020 – “Non possiamo permettere che un marchio storico come quello della Londi finisca, e con esso anni di professionalità dei lavoratori. Le organizzazioni sindacali nei giorni scorsi hanno avviato la discussione con le istituzioni, attivando il tavolo di crisi, per difendere i posti di lavoro di questa azienda storica. I lavoratori dell’azienda Nuova Londi, storica produttrice delle famose Parigine e Nuvolette Londi, non stanno riscuotendo gli stipendi ormai già da troppo tempo. È solo grazie al loro sacrificio che ad oggi è ancora acceso il lume della speranza di un rilancio serio dell’azienda. I 14 dipendenti dell’azienda specializzata nella produzione di merendine hanno infatti dimostrato da due anni a oggi un grande senso di responsabilità e professionalità, continuando nonostante tutto ad andare a lavorare giorno dopo giorno e facendo anche straordinari. Adesso però è giunto il momento di dire basta ad una situazione che sta diventando insostenibile”.

Ad affermarlo, tramite una nota stampa, è la Flai Cgil provinciale di Livorno, che sul caso Londi aggiunge: “Abbiamo fatto appello affinché si trovi il modo di rilanciare la società, nella speranza che vi siano soggetti interessati a rilanciare il marchio Londi. Ricordiamo che tutti i lavoratori devono ancora ricevere più di un terzo degli stipendi relativi all’anno 2019. Gennaio, febbraio e marzo 2020 sono stati accreditati dopo diverse sollecitazioni: poi più niente, portando così il numero degli stipendi da ricevere a 8 mensilità. L’ azienda ha difficoltà a pagare le spettanze dei lavoratori: in questo caso però non c’entra l’emergenza covid 19 e neanche il passaggio di qualche anno fa al prodotto senza olio di palma. L’azienda ha una grave crisi di liquidità e al contempo non ha ancora fornito ai dipendenti risposte concrete. I lavoratori sono ormai allo stremo delle loro forze, tanto che, per cercare una fonte di sussistenza, alcuni hanno preferito licenziarsi dopo più di 35 anni di servizio”.

Conclude il comunicato: “Abbiamo bisogno, ora come non mai, di risposte certe. Pensiamo di meritarcele. Visto che la Nuova Londi ha un ottimo mercato e notevoli prospettive di sviluppo in contrapposizione a tutto ciò che stiamo vivendo (basti pensare che per soddisfare le esigenze della clientela lavorano da anni ben sei lavoratori interinali, ndr) sarebbe un peccato non tentare di salvare l’azienda e il lavoro nella nostra città”.