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domenica 24 settembre 2017

Oggi il giorno dei funerali di sei vittime dell’alluvione. Il ricordo del Papa


Livorno, 13 settembre. Nel giorno dei funerali delle sei vittime in forma strettamente privata (questa mattina Roberto Frattali, 70 anni, alla chiesa S.S.Annunziata, quartiere Scopaia, nel pomeriggio a Roberto Ramacciotti, 65 anni e suo figlio Simone, 37, la moglie Glenda Garzelli, 36, e il figlio Filippo, 4, in Cattedrale, e di Martina Bechini, 34, alla chiesetta del cimitero dei Lupi, dove anche Roberto Vestuti, 74, è stato trasportato da moglie e amici al tempio crematorio dello stesso cimitero) il Papa nell’udienza generale di questa mattina ha ancora ricordato le vittime dell’alluvione (lo aveva già fatto in aereo al ritorno dalla Colombia): “Rivolgo il mio pensiero e esprimo la mia spirituale vicinanza – ha detto – a quanti soffrono per l’alluvione che ha colpito il territorio di Livorno. Preghiamo per i morti, per i feriti per i rispettivi familiari e per quanti sono nella prova”. Anche Andrea Bocelli ha voluto dedicare alle vittime del disastro di Livorno l’Ave Maria di Schubert aprendo il concerto di beneficenza della Fondazione Arpa al teatro Verdi di Lucca, nell’ambito del Festival della robotica, il primo diretto da un robot. Domani le esequie per Gianfranco Tampucci, 67 anni,e Matteo Nigiotti,22, morto nell’incidente stradale provocato dall’alluvione al ritorno dal lavoro, alle 15,30 al cimitero della Misericordia. La Cattedrale di Livorno è rimasta aperta alle visite dei tanti che hanno voluto dare l’estremo saluto alle vittime, fino ad un’ora prima del rito funebre, in forma strettamente privata, officiato dal vescovo monsignor Simone Giusti, che già ieri aveva compiuto una visita accurata alle zone colpite dall’alluvione. Rispondendo alle domande incalzanti dei cittadini sulle responsabilità, ha detto che prima c’è l’amore, ma poi la verità. Ed infatti aveva già ricordato come siano inutili le dispute sui colori, dell’allerta meteo, mentre sono le procedure che devono essere modificate, ma subito, perché cambino i protocolli e la popolazione sia avvertita per tempo. Per questo si deve fare chiarezza, la magistratura farà il suo corso, altrimenti “siamo ancora punto e a capo”. Ed è necessario che la sia snellita la burocrazia, perché i progetti, che ci sono come e i soldi, devono essere autorizzati e non attendere anni, come accade per la ristrutturazione dell’Aula Mariana a Montenero. La Cei, come già annunciato, ha messo a disposizione un milione di euro.
Anche in queste ore sono rimbalzate le polemiche politiche, che sarebbe stato opportuno rinviare a dopo i funerali delle vittime. Lo ha sottolineato, intervenendo nell’aula di Palazzo Madama, anche il senatore livornese, Marco Filippi (Pd): “E’ stato triste e penoso constatare – ha detto – che fin dalle prime ore vi sia stato chi si è esercitato in sterili e odiose polemiche, in un gioco insopportabile di “scarica barile”, cercando di puntare per primo l’indice su altrui responsabilità pensando di far breccia in un’opinione pubblica sempre alla ricerca del colpevole, anziché riflettere purtroppo sulle molteplici responsabilità diffuse nel tempo come nelle azioni fatte e in quelle omesse”. E ancora: “Sono atteggiamenti che manifestano il sintomo più evidente della mancanza o dlela perdita di un senso di comunità che purtroppo è sempre più diffuso. Finchè sarà questo l’atteggiamento, non sarà possibile trarre insegnamento come si deve da queste sciagure e fare in modo che non abbiano più a ripetere. Occorre produrre una cultura della sicurezza e della legalità che siano in grado di invertire da subito il senso delle cose che negli ultimi decenni hanno caratterizzato il nostro paese e che sembrano negli ultimi tempi addirittura avvitarsi in una spirale di ferocia e di barbarie perfino nel lessico e nel pensiero. Prevenzione, ripristino dello stato di sicurezza dei luoghi e interventi”. Da qui la necessità “di prevenzione, ripristino dello stato di sicurezza dei luoghi e interventi strutturali, programmazione e qualità della progettazione, riuso anziché incessante consumo del suolo”.

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