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21 Ottobre 2020

Parte della copertina del libro "Parole ribelli" di Alessandro Volpi (foto tratta da internet)

Riprende l’attività del circolo Modigliani, il 7 ottobre incontro con lo storico Volpi


(Stefano Bramanti) Livorno, 5 ottobre 2020 – Fissato per dopodomani, mercoledì 7 ottobre, il nuovo incontro culturale promosso dal Circolo di Cultura politica Giuseppe Emanuele Modigliani, attuato in collaborazione con Università degli Studi di Pisa che si terrà alle 17 nell’Auditorium Museo di Storia Naturale del Mediterraneo (g.c.) in via via Roma, 234. Verrà presentata l’opera “Parole ribelli. Storia di una frattura generazionale (1950-1960)”, con la partecipazione dell’autore Alessandro Volpi, docente di Storia contemporanea, di Storia del movimento operaio e sindacale e di Storia sociale, presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa. Per partecipare occorre, secondo le nome anti Covid-19, prenotare chiamando il 348 8876692 o scrivendo alla email circolomodigliani@gmail.com e sono ammesse al massimo 53 persone. “Il professore -dicono gli organizzatori – ha insegnato presso numerosi Master e corsi di perfezionamento in varie sedi universitarie italiane ed è autore di numerose pubblicazioni e articoli sulle tematiche della storia economica e dell’economia contemporanee”. Volpi ha lavorato presso la Fondazione “Luigi Einaudi” di Torino e il Gabinetto Vieusseux di Firenze. Collabora con il mensile Altreconomia e con il quotidiano Il Tirreno. È stato sindaco di Massa dal 2013 al 2018. Ha pubblicato numerose monografie dedicate alla Storia economica a alla Storia della cultura italiana dell’Ottocento e del Novecento. e saggi scritti sulla storia economica italiana e internazionale. Il volume esamina la situazione all’indomani della guerra e della Resistenza, quindi la ribellione “senza motivo” degli adolescenti si sostituisce alla rivoluzione e alla partecipazione politica, diventando uno stile di vita che ha segnato la prima vera, netta frattura generazionale.

, e alimentando una dimensione giovanile originale e onnicomprensiva. I giovani degli anni Cinquanta emergono per la prima volta come soggetto sociale. Nascono così la musica per i giovani, la stampa per i giovani, che avevano il loro tratto distintivo proprio nell’utilizzo del linguaggio ribellistico, tanto 

affascinante quanto privo di contenuti riconducibili ai vocabolari del passato arrivando a comprendere i termini della disobbedienza. I ribelli degli anni Cinquanta nel loro edonismo, nella loro protesta se nza giusta causa, nel loro consumismo esasperato e persino nella loro violenza senza senso, non anticipavano in alcun modo le rivolte degli anni Sessanta, in cui la prospettiva comunitaria era largamente prevalente su qualsiasi istanza individuale e, soprattutto, non avevano nulla a che fare con la ventata ideologica del 1968, di cui certo non costituirono in alcun modo la preparazione.

Il circolo Modigliani è intitolato al socialista Giuseppe Emanuele Modigliani, avvocato livornese e politico antifascista, noto per aver rappresentato da legale la parte civile nel processo per l’omicidio di Giacomo Matteotti quando ormai, alla metà degli anni Venti del Novecento, il Fascismo aveva preso il potere in Italia. Di famiglia ebraica ma laica, era il maggiore di quattro tra sorelle e fratelli, tra cui il famoso pittore e scultore Amedeo Modigliani. Nel 1946 fu eletto deputato all’Assemblea Costitueente per il Partito socialista. Proprio oggi, 5 ottobre, ricorre il 73esimo anniversario della sua scomparsa.

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