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25 Settembre 2020

I giochi di luce in mare di Immersiva ala Terrazza Mascagni (foto Faini)

Tra suggestioni ed emozioni il Mascagni Galà, musiche e luci sul mare per l’anno zero del Festival


(Angela Simini) Livorno, 14 settembre 2020 – In un’atmosfera unica, come non si respirava da tempo, ha accolto il Mascagni Gala, l’evento principale del Festival dedicato al nostro celebre concittadino, che si è svolto sulla Terrazza Mascagni e che ha coinvolto il Viale Italia e il Grand Hotel Palazzo. Tanti, tanti livornesi hanno lasciato le case per rendere omaggio ad un grande personaggio, scomparso nel secolo scorso, esattamente il 2 agosto del 1945, e la cui musica è rimasta purtroppo in gran parte sconosciuta. Ma ora, dopo settantacinque anni, finalmente la città gli dedica un Festival, un Festival doveroso e meritato, che si è articolato questa estate in vari appuntamenti e che non è ancora terminato. Ripartiamo dunque di qui, dall’anno zero del Festival e dallo splendore di luci e di suoni di questa splendida serata in cui le creazioni digitali di Immersiva hanno proiettato in mare e sulla facciata dell’Hotel Palazzo immagini del musicista, della sua vita, delle sue opere, mentre la musica si diffondeva intorno. E mentre i livornesi, naso all’insù e telefonini puntati verso il grande albergo, riprendevano il video mapping.

La Terrazza Mascagni è diventata il cuore di Livorno, uno spettacolo essa stessa, col grande parco di luci puntate sul palco approntato per il Concerto Lirico Sinfonico, col contorno delle luci che provenivano dal mare, dalle navi, dal cielo, dai lampioni, da Immersiva. Con grande trepidazione si aspettava soltanto che la bacchetta di Beatrice Venezi, alla guida dell’Orchestra della Toscana, desse l’attacco. Davanti all’Orchestra dispiegata hanno fatto l’ingresso tra gli applausi i solisti: la direttrice, il soprano Amarilli Nizza, il mezzosoprano Sonia Ganassi, il tenore Angelo Villari. E l’attore Luca Zingaretti, voce recitante del monologo inedito di Michele Santeramo.

Il celebre Preludio di Cavalleria Rusticana, sempre amato e richiesto, ha predisposto l’animo agli immensi spazi della musica di Mascagni, della quale la Venezi, con la sua trascinante bacchetta, ha messo in risalto pathos e coloriture, sensualità e sentimento, drammaticità e dolcezza. A seguire la Siciliana molto ben eseguita da Angelo Villari ed altre arie tra le più conosciute da Iris e dall’Amico Fritz. E non solo, perché la serata ha previsto anche saggi della Giovane Scuola Verista, di cui Mascagni è stato uno degli esponenti più insigni con Puccini, Cilea , Alfredo Catalani e Ruggero Leoncavallo.

Un plauso anche alle belle voci di Amarilli Nizza e Sonia Ganassi, che, con Villari, hanno tenuto alto il tono dello spettacolo. Ai cantanti bisogna riconoscere il merito di aver eseguito arie impegnative, in riva al mare, dove l’umidità è massima e dove non tutti gli interpreti si espongono al rischio di un inconveniente. L’Orchestra della Toscana, sempre al top delle sue performances, si è meritata lunghi applausi grazie ai quali ha concesso un brillante bis : la Sinfonia delle Maschere di Pietro Mascagni.

Le esecuzioni sono state sapientemente intervallate dalla voce di Luca Zingaretti, il personaggio più atteso, che ha interpretato il monologo opportunamente congegnato da Michele Santeramo, nel quale emergevano, in chiave moderna, le problematiche delle opere di Mascagni, da Cavalleria al Ratcliff. Zingaretti è oggi un attore padrone della scena, della sua voce, dei suoi personaggi, a cui ha dato personalità e consistenza letteraria. Articolato su reminiscenze pirendelliane e veriste, il testo parla di due uomini invischiati negli amori verso la stessa donna e in un duello. Inserito nel contesto della serata, il monologo ha coinvolto l’attenzione del pubblico e dato spessore culturale allo spettacolo.

In platea erano presenti, oltre alle autorità civili, militari e religiose, la pronipote del musicista, Maria Teresa Mascagni, ormai novantenne, che ha apprezzato molto lo spettacolo.

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