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martedì 16 luglio 2019

Venezia, leone d’oro alla carriera ad Almodovar


(Donatella Nest) Venezia, 16 giugno 2019 – Il Leone d’oro al grande regista sarà consegnato nel corso della 76esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (28 agosto – 7 settembre 2019). La decisione è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta, che ha fatto propria la proposta del direttore della Mostra Alberto Barbera.

Pedro Almodóvar nell’accettare la proposta ha dichiarato: “Sono molto emozionato e onorato per il regalo di questo Leone d’Oro. Ho bellissimi ricordi della Mostra di Venezia. Il mio debutto internazionale ha avuto luogo lì nel 1983 con L’indiscreto fascino del peccato. Era la prima volta che uno dei miei film viaggiava fuori dalla Spagna. È stato il mio battesimo internazionale ed è stata una meravigliosa esperienza, come lo è stata il mio ritorno con Donne sull’orlo di una crisi di nervi nel 1988. Questo Leone diventerà la mia mascotte, insieme ai due gatti con cui vivo. Grazie dal profondo del cuore per questo premio”.

A proposito di questo riconoscimento, Alberto Barbera ha dichiarato: “ Almodóvar non è solo il più grande e influente regista spagnolo dopo Buñuel, ma l’autore che è stato capace di offrire della Spagna post-franchista il ritratto più articolato, controverso e provocatorio. I temi della trasgressione, del desiderio e dell’identità sono il terreno d’elezione dei suoi lavori, intrisi di corrosivo umorismo e ammantati di uno splendore visivo che conferisce inediti bagliori all’estetica camp e della pop-art a cui si rifà esplicitamente. Il mal d’amore, lo struggimento dell’abbandono, l’incoerenza del desiderio e le lacerazioni della depressione, confluiscono in film a cavallo fra il melodramma e la sua parodia, attingendo a vertici di autenticità emotiva che ne riscattano gli eventuali eccessi formali. Senza dimenticare che Almodóvar eccelle soprattutto nel dipingere ritratti femminili incredibilmente originali, in virtù della rara empatia che gli consente di rappresentarne la forza, la ricchezza emotiva e le inevitabili debolezze con un’autenticità rara e toccante”.

Nel 1988, con Donne sull’orlo di una crisi di nervi, in concorso alla Mostra di Venezia, Almódovar ha vinto il Premio per la sceneggiatura, conquistando notorietà internazionale. Da allora, i suoi film sono circolati in tutto il mondo. Con Tutto su mia madre (1999) ha vinto il suo primo Oscar, per il Miglior film straniero, ed è stato anche premiato come Miglior regista al Festival di Cannes. Tre anni più tardi, Parla con lei gli ha fatto ottenere un altro Oscar per la Migliore sceneggiatura

Dolor y gloria, l’ultimo film di Almodovar ha vinto la Palma d’Oro per il miglior attore, Antonio Banderas, e ha ottenuto un buon successo al botteghino italiano.

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