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25 Settembre 2020

Un momento dell'opera lirica Zanetto di Mascagni (foto Simini)

Zanetto, il delizioso gioiello di Mascagni è andato in scena in Fortezza Vecchia


(Angela Simini) Livorno, 31 agosto 2020 – Nel programma dell’iniziativa collaterale al Festival internazionale di Pietro Mascagni, ossia Mascagni Off, proseguono gli appuntamenti a ritmo intenso per offrire al pubblico una conoscenza più approfondita maestro livornese, del quale è stata data in Fortezza Vecchia l’opera lirica Zanetto. E’ questo un delizioso gioiello in un atto, che si ascolta raramente, ma che racchiude pagine elegiache e atmosfere notturne intense e piene di pathos. Alla rappresentzione operistica ha fatto seguito un concerto di arie mascagnane.

La serata, organizzata dalla Compagnia Lirica Livornese e da Promos di Roberto Napoli, è stata condotta e illustrata dal tenore Franco Bocci, che ha firmato anche la messa in scena; al canto due donne, uniche protagoniste dell’opera e del concerto, il soprano Chiara Panacci e il mezzosoprano Mana Yamakawa, al pianoforte il giovane maestro Andrea Tobia, che ha curato la direzione musicale, molto belli i costumi della Sartoria Panciatici di Livorno. Sul Palco della Cisterna della Fortezza, trasformato in palco di teatro si è svolto il dramma tutto interiore dei protagonisti, grazie all’abile regia di Franco Bocci, che ha inoltre inserito l’opera nel contesto della produzione mascagnana. Notevoli le informazioni offerte al pubblico : la storia tratta da “Le passant” di Francois Couppée e andata in scena Parigi 1869, è un bozzetto notturno che Giovanni Targioni Tozzetti e Guido Menasci hanno ridotto a libretto. L’opera è andata in scena a Pesaro, nel Liceo Gioacchino Rossini, nel corso delle celebrazioni del centenario della nascita del musicista pesarese 1896, per la direzione dello stesso Mascagni. L’ambientazione è quella della Firenze rinascimentale, dove Silvia è una giovane e bellisssima cortigiana, annoiata della sua esistenza, incapace di provare sentimenti. Vorrebbe incontrare il vero amore e confida alla notte il suo dolore, quando arriva un giovane cantastorie, Zanetto, che con la sua musica riesce a commuovere la bella cortigiana. Silvia , colpita dalla purezza di quel ragazzo, che racconta di essere felice della sua vita libera e raminga, vorrebbe trattenerlo con sé, ma d’altra parte non vuole farlo soffrire. Preferisce sacrificarsi, tanto più che Zanetto le confida l’intenzione di incontrare una certa Silvia, erciò rinuncia rinuncia a lui. L’opera, come ha ben chiarito Bocci, per la sua esile trama e staticità dell’azione si traduce in una “cantata” per due voci femminili, in cui Mascagni, che nel proposito di cercare nuove strade, recupera e rielabora per l’occasione echi di madrigali, villotte e stornelli per delineare l’immagine di un Rinascimento toscano non di maniera. L’esecuzione è piaciuta molto al pubblico che ha lungamente appaludito. Il soprano Chiara Panacci ha giocato il ruolo di Silvia, mentre il mezzosoprano Mana Yamakawa, giovane allieva della cantante lirica Laura Brioli, ha ricoperto il ruolo en travesti di Zanetto. Sicura delle tecniche vocali che Mascagni richiede, Chiara Panacci ha sfoderato la sua bella voce, capace di nuances di coloritura, di padronanza della partitura, di una tecnica ormai sviluppata, dal Belcanto al Verismo musicale. Molto cinvincente e molto apprezzata anche la giovane Mana Yamakawa, che ha saputo tenere la scena e interpretare il ruolo con una voce armoniosa e molto ben impostata.

La serata proseguita con l’assolo di Chiara Panacci che ha cantato due perle del maestro livornese: la celebre aria “Voi lo sapete o mamma” da Cavalleria rusticana e Serenata. Ed anche qui la Panacci si è rivelata all’altezza della situazione, intensa e appassionata nell’aria di Cavalleria, dolce e armoniosa nella Serenata.

Ed un plauso particolare va al pianista Andrea Tobia che ha riprodotto su pianoforte la complessità di un’orchestra. Teniamo presente, per tutti gli interpreti della serata, che a causa del lockdown, è stato lungo il periodo in cui si sono assentati dalle scene e dall’incontro col pubblico. A questo si aggiunga che l’esibizione in serate calde e umide comporta notevoli difficoltà. Per giunta in Fortezza Vecchia, vicini al mare, l’umidità che si deposita sulle corde vocali e sulla tastiera ha fatto paura e continua a farlo a numerosi musicisti e cantanti . Non tutti si cimentano all’aperto, come di recente abbiamo potuto constatare. Pertanto grazie a Chiara Panacci, grazie a Mana Yamakawa, grazie ad Andrea Tobia. E, va da sé, grazie anche a Franco Bocci che ha fatto un bel lavoro e ai promotori della serata.

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