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26 Settembre 2020

Dopo il comitato portuale: Nogarin soddisfatto, Corsini seccato


Livorno, 4 settembre. Una riunione breve ma consistente l’ha definita all’uscita da Palazzo Rosciano (nella foto) il sindaco Filippo Nogarin, loquace e soddisfatto per il suo inserimento, quella del comitato di gestione portuale dell’Autorità di Sistema,di questa mattina. Ha aggiunto che sono stati affrontati provvedimenti importanti ed ha fatto invertire l’ordine dei lavori. Incontro costruttivo con interesse dimostrato da parte di tutti. Poi sospensione della seduta da considerare non ancora conclusa e aggiornamento ai prossimi giorni. Uscita veloce del presidente dell’Autorità Stefano Corsini, chiaramente seccato, che ha liquidato chi gli chiedeva come era andata la riunione con un lapidario “no comment”, prima di infilarsi velocemente nell’auto, che lo attendeva. A Firenze il presidente Rossi alla Regione ha fissato una riunione sulla portualità nel primo pomeriggio. Poi un breve comunicato in cui si confermava l’avvenuto incontro e l’aggiornamento. Questi i commenti dei diretti interessati dopo il reintegro da parte del Tar del sindaco, che era stato estromesso dal presidente dell’organismo portuale.
Poi il comunicato dell’Autorità di sistema: “Nel giorno della sua prima seduta l’organo collegiale ha approvato le nuove regole sul funzionamento dell’organo, dopo di che è stata disposta la sospensione a causa degli impegni istituzionali già assunti da parte di alcuni dei componenti. L’esame dei punti restanti dell’ordine del giorno riprenderà tra qualche giorno”.

Intanto domani si riunisce la Conferenza Nazionale di Coordinamento delle Autorità di Sistema Portuale. A più di un mese dall’insediamento, l’organismo introdotto dalla riforma della legge 84/94 allo scopo di coordinare e armonizzare, a livello nazionale, le scelte strategiche che attengono i 15 sistemi portuali della Penisola, saranno affrontate due importanti questioni.
Entra nei dettagli un comunicato della stessa Autorità Portuale di Sistema Livorno-Piombino. “La prima ha a che vedere con gli Organismi di Partenariato della Risorsa Mare, che ai sensi del decreto legislativo n. 169/2016 dovranno fungere da luogo di confronto tra il Presidente dell’authority e le categorie economico-sociali, fino ad oggi presenti nei vecchi Comitati portuali. Sarà la Conferenza Nazionale a definire i criteri per l’individuazione dell’associazione nazionale maggiormente rappresentativa con riferimento a ciascuna categoria. Altra questione attiene alle Linee Guida per la Gestione dello Spazio Marittimo Europeo. Il documento è stato elaborato dal Tavolo Interministeriale di Coordinamento (TIC) istituito ai sensi del decreto legislativo n. 210 del 2016, che ha recepito la direttiva comunitaria n.89 del 2014 proponendosi di creare una maggiore coerenza tra le diverse attività che si svolgono in mare, sviluppando migliori strumenti regolamentari relativi alla pianificazione dello spazio marittimo e sfruttando in maniera ecologicamente ed economicamente sostenibile ed efficiente il potenziale dei mari e del settore marittimo”.
“Le linee guida – riferisce l’Autorità Portuale – sono uno strumento fondamentale che imposta il percorso metodologico da seguire per l’elaborazione dei piani di gestione dello spazio marittimo, individuando le aree di riferimento, quelle terrestri rilevanti per le interazioni terra-mare e definendo un sistema di governance che assicuri un costante coinvolgimento di tutte le parti economiche e sociali interessate. La Conferenza nazionale dovrà valutarne i contenuti e verificare che le disposizioni attinenti la riforma portuale siano esposte correttamente al pari di quelle ambientali. Sarà poi il Comitato Tecnico del MIT (previsto dal dl 201/2016) a elaborare per ogni area marittima individuata i piani di gestione dello spazio marittimo. I piani elaborati dal comitato tecnico sono poi sottoposti alla valutazione del TIC.
“Nel corso della seduta della Conferenza Nazionale – conclude la nota – è previsto poi un intervento del capo della Struttura Tecnica di Missione in ordine alle risorse pubbliche disponibili a valere sul Fondo Investimenti di cui all’articolo 1, comma 140, della legge di stabilità del 2017. Istituita con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del 9 giugno 2015, n. 194, la Struttura Tecnica di Missione ha compiti di indirizzo strategico, sviluppo delle infrastrutture e supporto alle funzioni di Alta Sorveglianza”.